Metrica: interrogazione
119 settenari (pezzi chiusi) in Ottone Venezia, Rossetti, 1739 
   Non pensi quell’altera
di vincermi d’orgoglio;
voglio che t’ami o voglio
   Aspetti dal mio sdegno
   Vanne a colei che adori,
Dille ch’è vaga e bella
   Poi dille che tu l’ami
   Fra l’ombre un lampo io veggo
   Voi mi rendete forte,
   Arrida il ciel secondo
   Pietoso a’ veri amici,
ch’ha pien di fede il core
se il vedi in campo armato;
   Guardami in volto e vedi
   Da te lontan mia vita,
   Ah che mi sento in petto
   Del tuo sì dolce affetto (Ad Idelberto)
vedi qual frutto hai colto.
   Mi piaci ancor sdegnata,
   Né mai chiamarti ingrata
   Sembra all’audace aspetto
   Per acquistar un regno,
   Chi a grand’impresa aspira
   Stringer fra lacci un core,
   Voi che provaste amore,
si sente consolar. (Entra anch’esso per la breccia con la sua guardia)
   Se brami la mia morte,
   Fastoso il dio d’amore

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