Metrica: interrogazione
41 decasillabi in Il finto principe Venezia, Fenzo, 1749 
   Se col labbro vi dicon gl’amanti
che in amore son fidi e costanti,
folli siete, se voi gli credete,
v’ingannate, se pur li ascoltate;
quanto vario dal labbro hanno il cor!
   Troppo rare quell’anime sono
V’è chi tiene celato l’ardor.
   Una femina, quando è arrabbiata,
pare un cane che morde, che abbaia,
e coll’ugne vuol tutti graffiar.
   Alla larga da questa bestiaccia
fuggo, fuggo, che ho troppa paura.
Sembra bella la donna alla faccia
   Alto, alto, che diavolo fate?
Son in mezzo due donne arrabiate.
   E con meco, che son eccellenza,
voi trattate con tanta insolenza?
Non vuoi esser mio sposo diletto?
                           La mano vogl’io.
                           Sei Floro.
                                               Sei mio.
                       Ti scanno, t’ammazzo.
che dell’una o dell’altra sarò.
   Sfacciatella, che dici, che puoi?
                           Insolente.
                                                Che spasso!
   State zitte, fermate in malora.

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