Metrica: interrogazione
185 tronchi in La buona figliuola maritata Bologna, Sassi, 1761  (pezzi chiusi) 
che mia spata fa tremar. (Al marchese)
tempo è di principiar. (Piano al marchese)
Nulla, nulla. (A Tagliaferro dissimulando)
                         Che cosa fol dir? (Al marchese)
Non importa l’abbiate a capir. (A Tagliaferro)
                             Eccola qui. (Dà la mano a Tagliaferro)
                             Signorsì. (Dà la mano a Marianna)
   Ah main Sozz allegra star. (A Marianna)
Ah main Herr, non mi purlar. (Al marchese)
e il divorzio s’ha da far. (A Marianna)
E di qua se n’ha d’andar. (A Marianna)
                         Non v’è pietà.
                         Già si sa.
                           Non c’è più.
                       Se ne va.
Lesse, roste fol mangiar. (Partono tutti due)
che Mariandel strappazzar. (Minaccia Sandrina)
                         Per pietà. (Trattenendo il colonnello)
che un bacino le vuo’ dar. (Bacia Sandrina)
Tu mia figlia maltrattar. (Minaccia Paoluccia)
                             No, papà. (Trattenendo il colonnello)
e lei pur vogl’io baciar. (Bacia Paoluccia)
e con lui foler sfogar. (Minaccia il marchese)
foler testa a ti tagliar. (Minaccia Mengotto)
                            Per pietà. (Trattenendolo come sopra)
   Che guste mi affer. (A Sandrina e le fa sentire il fumo)
   Oibò; mi fa mal. (Schivando il fumo)
Contento proffar. (A Paoluccia insolentandola col fumo)
ie beffer foler. (Prende anch’egli del rosoglio)
è pur grande il tuo poter. (Ognuno da sé)
ch’io non possa mai goder. (Rimproverandosi a vicenda)