Metrica: interrogazione
120 tronchi in La cantarina Roma, Puccinelli, 1756  (pezzi chiusi) 
   Ve l’ho detto e il torno a dir;
gelosia non vuo’ soffrir.
   Ve l’ho detto e lo dirò
che il mio dover farò. (A Lorino)
Splendido riuscirà, (A madama)
che si dividerà. (A Lorino)
vuole l’urbanità. (Parte)
m’hanno fatto innamorar. (Parte)
tollerar vi converrà. (Parte)
Che tu dir? (A Lorino irato)
                        Io non parlar. (Con timore)
Non lo stare ad accettar. (A madama di lontano con cenni dietro al marchese)
Che tu dir? (A Lorino irato)
                        Io non parlar. (Con timore)
   (L’ho provata, signorsì,
che con tutti fa così). (Da sé)
   (Se il marchese tornerà,
quello ancor si piglierà). (Da sé)
perché anelli non ne ho!) (Da sé)
che accostumi far così. (Alto al marchese)
Tu star zitto. (A Lorino con collera)
                          Signorsì. (Tremando)
                          Zitto star. (Come sopra)
La mia man vuol onorar? (Gli dà la mano)
Non lo posso sopportar. (Sdegnato)
   Ah tar Taifle! Pist ai Nor. (Contro Lorino irato)
Ah main Ssoz di tutto cor. (A madama amoroso)
Non lo posso sopportar. (Come sopra)
   Pist ai Nor. (A Lorino, come sopra)
                           Sì signor.
                             Di buon cor. (Al marchese)
                       Non giurar...
                           Via via di qui.
                         Signora sì.
senza il denaro non era più.
   «Serva, signore, serva monsieur».
non è più quello, signora no.
Basta... Pazienza... Io morirò.
   Viva la stella del nume d’amor,
viva la face, la pace del cor. (Partono)
                          Signor no.
                           Signor no.
                         Così è.