Metrica: interrogazione
169 tronchi in La mascherata Venezia, Fenzo, 1751  (pezzi chiusi) 
e sempre il sarò. (A Beltrame)
   Mascherato ch’io sarò,
Star lontano... oibò, oibò.
Quel ch’io dica più non so.
m’ha fatto male qui. (Accena il core)
carina, eccola lì. (Accenna il volto di Vittoria)
Sono ancor fra il sì ed il no.
chi non ne ha ne vuol trovar.
chi a giocare e chi a ballar.
che fa i cuori giubilar. (Fatto il giro e cantato il baccanale, tutti scendono dal carro, il quale si fa tirrar indietro)
Allon uì, uì. (Entrano nell’albergo)
mi fa il core giubilar. (Entrano nell’albergo)
e viva l’amor. (Le maschere che restano cantano anch’esse)
facciam baccanal. (Tutti entrano nell’albergo)
patreto, zieta e soreta, ebbà.
Più non v’è da regalar».
V’amo, o cara, e v’amerò.
                           Piangerò.
                        Creperò.
Più tormento in sen non ho! (Partono)
starò cheto e soffrirò. (Viene Vittoria mascherata in dominò, la quale accompagnando coi gesti il suono dell’orchestra mostra essere inamorata di Beltrame)
che il mio bel v’innamorò. (Viene Lucrezia dall’altra parte mascherata come Vittoria e con cenni simili fa lo stesso)
Tutte due vi servirò. (Leandro e Menichino mascherati al suono dell’orchestra vengono verso Beltrame)
tutte due vi servirò. (Tutti si levano la maschera e ridono e Beltrame resta attonito)
                              Eccola qui.
                            Eccolo lì.
                      Signorsì.
                              Va così?
vi pagherà. (Dà a ciascheduna delle donne uno dei conti datigli dai creditori)
si canterà. (Partono le donne)
che mi fa brillare il cor. (Parte)