Metrica: interrogazione
398 settenari (recitativo) in Amor contadino Venezia, Fenzo, 1760 
Va' tu, Ciappo, alla macchia
Subito, padre mio. (Vuol prendere un fascio di grano)
Ecco Silvio, anche questo (Osservando fra le scene)
Saranno buoni buoni. (Filando e parlando interpollatamente)
                       Ho da guardare
                       Oh certo!
(È pur vergognosetta). (Da sé)
Sì ma tu non li tocchi. (Filando)
                    (Poverino!) (Da sé guardando sott’occhio)
Ciappo avrà il bello e il buono.
Vo' far quel che mi pare. (A Ciappo sdegnosa)
Sei tu che le comanda? (A Ciappo arditamente)
E tu, che cosa sei? (A Fignolo)
                               A me? (Alla Lena)
                Sì, a te, sguaiato,
                                   Va' via.
                   Via di qua.
                 Perché ho donato
                   Non intesi
Eh verrà; non temete. (Portando vino in tavola)
sei più schietta di lei. (Alla Ghitta)
              Via, bada a te.
Tu monda i tuoi finocchi. (Alla Ghitta)
                  Per te, sguaiato,
                Che imbroglio è questo?
                 Che volete?
                              La Lena.
trattenermi tu vuoi. (Come sopra)
                 Perché fuggita
                             Lasciate
Alfin ti ho ritrovata. (Alla Lena)
Piangere son forzata). (Piange)
                     Poverina!
Siete qui nuovamente? (Scoprendoli)
Vattene, impertinente. (A Clorideo)
E voi, andate via. (Ad Erminia)
                        Crudele!
Tu andrai sopra il fenile; (A Clorideo)
Lasciami star, ti dico. (Fuggendo da Ciappo)
                             Non posso
                                Sta' zitto.
                     Sì, mia cara.
                   Sì ostinata?
Subito, qua la mano. (Prende la mano alla Lena)

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