Metrica: interrogazione
262 settenari (recitativo) in Pelarina Venezia, Valvasense, 1734 
Questo, questo è 'l pensiero
Grande è il nostro bisogno,
la porta aperta e in stanza
(Che bel saluto è questo).
               Forse le scale
gl'han dato questo affanno?
Studiai... Che è questo? Ohibò.
che il mio, qual sia, sembiante
E pur tutto il mio sangue...
                    Ah Pelarina,
Col piè sempre in cadenza,
Anch'io, anch'io... vedrete,
Purché a voi piaccia, tutto
V'è ancor di più? Spiegatevi;
già che il gonzo è caduto;
Sai pur che quando io voglio
(Che sciocco!) Ah tormentato
ch'io lo contempli; io spero
                  Oh che contento!
                  Godo; ve vedo
Basta... El gh'è stà donao
Per mia fé ch'egli è vago.
                        E sarà vero.
ma la borsa è in periglio).
                        Poveretta,
ch'ella non vuol ch'io spenda?
(Pur in gabbia è 'l merlotto).
                   Xeli cento?
È ver ch'egl'è un poltrone,
scoprir... Basta... Se mai...
                        Respondeme
                       Che? Seu muta?
                                          O o o o oh!
                       La l'ha indevinada.
                    (Or se a scoprirmi
                    Poverazzo!
                 Anca de queste
                      Al sesto, al peto...
                 A quel viseto...
Sta' indrio, si no a la pezzo
Eh, che no gh'è più tempo.
                  Respeto digo,
                     Eh che non dubito.
            Aspetti, io non ho fretta.

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