Metrica: interrogazione
27 dieresi in La pupilla Venezia, Valvasense, 1735  (recitativo) 
bizzara, graziosetta» e che so io;
i giovin d’oggidì! Altro non cercano
Dirò la verità. Io da un balcone
sempre temei, ed or più che mai temo,
persuaderla saprò, io ve lo giuro.
ch’io vuo a prender per voi un regalone,
certo che all’amor mio la persuase).
           Io, sì, perché?
Ah ah ah ah, meco scherzate affé.
                                              Appunto quello.
                                   E ben, che nuova,
Di quel bricon d’astrologo io temo.
                                          Eh eh pensate.
quelle rughe, il tremare e che so io,
Ridete pur ma io non rido al certo.
raptave sit mulier dice, è vero;
No, rapita non fu. Ergo la dote
                                           Eh niente, niente,
                                   Io mi contento.
alla cliente mia, poco mi preme,
Signor Triticon mio, lei è servita.
                                     Ma sol per voi. (A Giacinto)