Metrica: interrogazione
403 settenari (recitativo) in Il povero superbo Venezia, Fenzo, 1755 
carissima Lisetta. (Volendo bere arriva il cavaliere ed egli spaventato gli cade il gotto di mano)
Oh buono. (Mangia) Ancora il meglio
                         Dunque
Sto bene e son venuto... (Pensa)
                    Se m’udite
                Che comanda.
                           Ella appunto.
                            Le donne
in grazia del bisogno). (Piano al cavaliere)
                Tu dici bene,
                                 Dite
                 Signorsì
                                 Parlarvi.
               E poi il mio core
                      Io vo’ sedere.
trovato ho vosustrissima. (Al cavaliere)
Ragazza gentilissima. (A Lisetta)
Una parola in grazia. (Al cavaliere)
                       (Oh buona affé!)
(Lasciate fare a me). (Piano a Pancrazio)
con ardire ho accettato. (A Pancrazio)
              Così e così.
               Un poco più.
                    Voi sapete
Ei ne saria capace. (Esce Pancrazio)
                  Sì signore
                Sei troppo audace.
                               Niente.
                               Son io
siete marito e moglie. (A Dorisbe e al conte)
Amore io ti ringrazio. (Esce il cavaliere)
Farem poi la scrittura. (Esce madama)
In grazia una parola, (Lo tira a parte)

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