Metrica: interrogazione
232 ottonari in La finta semplice Venezia, Fenzo, 1764 
   Bella cosa è far l’amore!
Bello è assai degl’anni il fiore!
   Ma un momento così bello
   Son soldato e a far duello
   Bravo questo e bravo quello
   La tua testa è un molinello;
   Bella cosa è far l’amore!
Bello è assai degl’anni il fiore!
   Troppa briga a prender moglie,
   Son le donne belle e buone
Né mi vo’ più maritar. (Parte)
   Non c’è al mondo altro che donne;
sua sorella... L’ho con ella,
   Colla bocca e non col core
   Cosa ha mai la donna indosso
se la guardo, in lei m’incanto;
   Questo è far le sue galanti
che l’amor più durerà. (Parte)
   Senti l’eco ove t’aggiri
cogli amanti e questa e quella,
che l’usanza è bella e buona
di far quel che gli altri fanno
   Un biglietto a mia sorella?
   Me l’avete voi richiesto.
Per noi due che affronto è questo!
In ginocchio a dirittura (Lo fa inginocchiare)
Lo scrissi io così per giuoco.
s’ha il biglietto da accettar.
   Dunque a pranso in compagnia
far noi pur quel che ne par. (Parte)
   Ubriacco non son io, (Caminando e masticando le parole da mezzo ubriacco)
   perché alfin se parla il vino...
quel ch’è mio si lascia star.
   Sposa cara, sposa bella (A Rosina)
e se voi bevuto avete, (A Cassandro)
   Piano, piano, ch’io burlavo, (Venendogli adosso bruttamente)
state in là, che vi son schiavo;
quanto a me tutto v’è lecito,
non l’avete da toccar. (Parte)
s’un vuol mal, l’altro vuol bene,
se uno è crudo, l’altro è cotto
lascio mille... cento... venti...
   Delle doppie, dei zecchini,
   In voi, belle, è leggiadria
compassione e carità. (Siede svenuta dalla paura)
Sposo bello chi mi chiama? (Rinvenendo)
                        No, son io.
Buonanotte a tutti, addio. (Dopo averli guardati con stupore vuol partire)
                         Ah trattenetemi,
   Bastonatevi, ammazzatevi, (In atto di partire)
   Miei signori, oh che gran caso!
   Gran disgrazie in un momento
   Tutti insieme è troppo presto;
   Nel mio core ho già deciso;
   Quel che arriva all’improviso
   Che sia brutta, che sia bella,
   Quel che preme è averla subito,
   E chi ha duro in seno il core,

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