Metrica: interrogazione
258 ottonari in La notte critica Venezia, Fenzo, 1766 
   Vieni, o cara, a quel balcone,
l’amor mio ti vuo’ cantar.
   Quell’amor che mi ha ferito,
   È l’amore un vermicello (Torna sotto il terrazzino)
che s’asconde in mezzo ai fior
e c’inganna, il tristarello,
ti conosco, quest’è un dono
qual tormento al cor io provo.
Parla insomma e fa’ in maniera
Oh che smania al cor io provo.
   (Quando il vecchio se n’andrà
non temette, sì verrà). (Piano a Cecilia)
   Ogni giorno passa un giorno.
non vuo’ stare ad invecchiar.
   Questa dote l’ho impiegata
   Per tirarmi fuor d’affanni
   Ma per or... Mi par sentire...
che mi tocca a sopportar. (Parte per il fondo della scena)
   Son disceso chiotto chiotto
   Sono qui, non vi è nessuno,
   Tremo tutto... È andato via,
   Ah mi par di sentir gente.
                     Siete qui?
                      Sì son io.
                        Non vi trovo.
                            Che contento?
                        Non è dessa.
   Questa è l’ora destinata
   Qualchedun vuol attrapparmi
                     Sì, son io.
                           Eccomi qui.
(Da due parti, cos’è questo).
Presto presto... Son venuto. (Prendono Marinetta per mano)
                          Aiuto aiuto. (Si libera)
Una donna? È Marinetta. (La cercano)
                          Sì, son io.
Ah bricconi disgraziati. (Con lumi e con vari uomini)
che non possino scappar. (Gli uomini circondano Fabrizio e Carlotto)
E da voi cosa si fa? (A Marinetta)
Non so niente in verità. (Vuol partire)
finché il ver non si saprà. (La trova)
Non so niente in verità. (Gli getta la candela di mano)
   Gente gente, quei bricconi
   Sono tanti i miei tormenti,
saprò tutto sopportar. (Entra in camera e Marinetta lo chiude)
   Lo so anch’io che del mio merto
   Vuo’ cacciarla in un ritiro...
Grand’impicio è aver figliuole
   Perché mai destino ingrato
son vicino ad impazzar. (Parte portando via il lume)
   Quanti impicci, quanti imbrogli!
d’acquistar il vostro cor». (Parte)
   Te l’ho detto e tel ridico,
                               Quando vuoi.
                          Se tu puoi.
                            Ed io lo sono.
   Buon pro faccia a lor signori,
Parla, di’ la verità. (A Fabrizio)
   (Voglio farla un po’ arrabbiare).
                               Ah menzognera!
                        Lusinghiera.
                        Son qua io. (A Marinetta)
Io l’ho fatto per scherzar. (Commosso)
   Nozze, nozze, doppie nozze,
   Quest’è quel che dico anch’io.

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