Metrica: interrogazione
42 ottonari in Ottone Venezia, Rossetti, 1739 
   Per salvarti idolo mio,
   Saprà ben dall’empio fato
congiurato ad oltraggiarti
   Se per me tu senti amore,
se ti cal del mio periglio,
vanne, o caro, e il tuo valore
   De’ nemici il fiero orgoglio
fiaccherà l’invitta spada,
la mia pace ed il mio soglio
   Non t’inganni la speranza
d’ottener con la costanza
del tuo duol qualche pietà.
   Hai nel labro la tua sorte.
Un tuo no ti guida a morte,
   Tuona il cielo e spaventato
sta il pastor che danni attende
   Sembra a noi crudele il fato,
quando appunto è più clemente,
che non val la nostra mente
   Non fidarti della sorte,
   Se con me si cangia il fato,
può cangiarsi ancor con te.
   Prima fonte e poi ruscello
chiaro e bello su nel monte
l’ampio fiume che spumoso,
   Ma nel seno poi dell’onde,
nel gran fiume si confonde,

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