Metrica: interrogazione
201 ottonari in Le donne vendicate Venezia, Fenzo, 1751 
e mangiando non s’invecchia;
   «Io vi voglio tanto bene».
non mi state a corbellar. (Parte)
   «Ahi che moro, mio tesoro.
   Non vi cerco, non vi chiamo;
                         Impertinente.
                               Andate via.
                            Andate via.
                         Via di qua.
   Se n’è andato il scelerato
Se n’è andato ed io son qua. (Escono)
«Ahi, ch’io moro mio tesoro» (Canta in falsetto)
   Da quel viso prendo un vezzo,
che bei vezzi! Oh che bel sguardo!
pien ho il core di furor. (Parte)
   Ma tacete, io già v’intendo.
   Ah! Che troppo ho detto anch’io
Ah! L’ardor ch’è acceso in petto
   Chi la gioia altrui non vede
Nissun v’è che dica no. (Parte)
e il timore mi fa andar. (Parte)
che venian tre o quattro il giorno,
chi diceva: «A voi m’inchino».
   Sono in terra, sono in terra.
   Sono in terra, sono in terra.
   Largo, largo, è qui la brava
   Chi m’inchina ed io non bado.
   Chiedo, o bella, a voi perdono.
                       Via di qua.
                 Va’ via di qua.
                 Sì, creppa.
                                       Schiatta.
   Questo core è tutto mio. (Verso Eleonora)
                       Via di qua.
                 Sì, creppa.
                                       Schiatta.
   Donne, donne, ecco il nemico,

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