Metrica: interrogazione
76 ottonari in L'amante cabala Venezia, Valvasense, 1736 
   Resti, resti e non s’incomodi.
Vuo’ venir; questo è il mio debito.
   Forte chiodo in trave affiso
della mia felicità. (Finge parlar con Lilla e parla alla borsa delle doppie)
   Compatitela, ch’è pazza. (A Lilla)
   No ve fé nasar in piazza. (A Cattina)
tutto a lei donato il cuor. (A Cattina)
(M’ho imbrogliato). Tutto a vu.
   Se mi amate io scoprirò. (A Filiberto)
el mio cuor, el mio figao. (A Lilla)
                         Ehi sentite.
                      Sentì.
                                    Da ella.
né de quei che cria: «Scoazze»,
e che cria: «Caldi i zaletti»;
Me dixé: «Ti xe el mio caro»;
   Con chi v’offre un cor costante
deh non tanta crudeltà! (A Lilla)
   Con chi v’offre un cor amante
deh mostrate almen pietà! (A Cattina)
   Non vi scopro e pur vi adoro, (A Lilla)
non vi vedo e per voi muoro, (A Cattina)
per voi sola, (A Lilla) sol per voi (A Cattina)
So ben io quel che farò. (Fanno segno di bastonarlo)

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