Metrica: interrogazione
140 ottonari in Buovo d'Antona Venezia, Fenzo, 1759 
   Truì va là truì va là.
Truì va là truì va là. (Volendo far caminare il cavallo, lo batte con il bastone ed il cavallo tira de’ calzi contro Capoccio)
fuor d’Antona il suo rival.
   Passa qua, truì va là,
   E se Buovo in queste parti
Maledetto, truì va là. (Parte, facendo col bastone andare innanzi il cavallo)
Quel ch’io temo, quel ch’io spero
   So che il cielo il cuor mi vede;
son costretta a venerar. (Parte)
                              È il padre mio.
                     Che far degg’io?
   Se n’è andato? (Aprindo un poco l’armadio)
                                 Andato egli è.
                     Così è.
   Voglio dirlo a chi nol sa
   Da una parte il cor mi dice:
Ma dall’altra a dir mi sento:
«Pensa ben quel ch’hai da far».
fra l’incudine e il martello.
Di qua batte il buon consiglio,
E fra il voglio e fra il non voglio,
   Bell’esempio di costanza
   Vi hanno assolto dall’impegno
la cagion d’un nuovo amor. (Parte)
   Quando il mal provien d’amore
par che inviti l’alma oppressa
e il cantar de’ vaghi augelli
   Buovo è morto il poverino,
Crepa pur, se vuoi crepar. (Cavando la terra)
   Vo cercando il caro Buovo;
   Son allegro e son contento.
egli è nato a comandar. (Partono Buovo e Striglia, Capoccio e tutti i villani)
   Con la spada ticche, tocche,
d’un terribile guerrier. (Parte)
   Largo, largo alla ducchessa,
   Presto, presto alla duchessa
   Ehi sentite. Vo’ provarmi
                              Son con voi.

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