Metrica: interrogazione
144 ottonari in La conversazione Venezia, Fenzo, 1758 
   Par miglior la cioccolata
dico all’altro: «Si vedrà».
   È una cosa che fa ridere
fatte a noi la carità». (Parte)
   Coll’amico e col servente
vuo’ ballare ubsassà. (Parte)
   Mi è venuta la spadiglia,
   Entri pure, non mi oppongo.
   Sessantotto è il punto mio,
                             Mia di re.
                         Tagli pure,
                            Io non lo so.
   L’ho portato, l’ho portato.
Che bel gioco è l’hombre in tre,
                                Lo farò.
                       Una mentita? (Si alza)
Ho da perder la partita? (Si alza)
                              Niente, niente.
trinche Vain tempo star. (Parte)
   A quel foco che m’accende
Non vi spiaccia, non v’incresca
   Non sapea che fosse amore.
   Viva Bacco il dio del vino
   Presto, presto mi abbisogna
                          Siette pazzo.
                       Ignorantaccio.
                             Se mi sdegno...
                          Sanguinaccio.
                        Brutta faccia.
ed il cor ti vuo’ cavar. (Partono)
   Tutt al dì de za e de là
   A ’l vui bel e sì a ’l vui bon,
a ’n i vui, ch’a ’n fan per mi.
con il ballo e coll’amor. (Partono)

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