Metrica: interrogazione
203 ottonari in La ritornata di Londra Venezia, Geremia, 1756 
                          È sua bontà.
   (Se n’andran questi milordi,
con chi viene e con chi va). (Da sé. I servitori del conte escono dal palazzo e vengono ad invitare madama)
se mi dan la libertà. (Al marchese ed al barone)
   Ehi venite fratel mio. (A Carpofero)
                       La cameriera.
                      Il cameriere.
È qui pronto. (Additando il cameriere)
                            I miei staffieri.
                           Così è.
Che dispetto che mi fa. (Madama, Carpofero e Giacinta entrano in casa del conte col seguito)
   Permettete. (Le vuol baciare la mano)
                            (Un’altra volta!)
                        (Non posso più.
Or la voglio corbellar). (In atto di partire)
                               Vada pure.
   Del favor ben obbligato. (A Carpofero)
                             Se il fratello
è dovere il cavaliere (Fanno finezze intorno al barone)
(L’ho veduto). Venga qua. (Chiama il marchese)
nessun altro lo saprà. (Rientra in casa)
ci costringe a delirar. (Entra in casa)
   (Oh che rabbia! Oh che dispetto!)
   Mi fa torto chi non crede (Dirigge il discorso con arte a Carpofero ancora)
d’una bella fedeltà. (Finge di dar la mano ad uno e la dà all’altro)

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