Metrica: interrogazione
188 ottonari in La diavolessa Venezia, Geremia, 1755 
   Ho risolto, voglio andar.
   Ah, Dorina, per pietà,
   Vostro danno. Voglio andar.
non so dir cosa farei. (A Dorina)
Oh Giannino fortunato (A Giannino)
   Oh davver siete garbato!
Ma non tanta carità. (A Falco)
   È graziosa ed è gentile;
Ma non tanta carità. (A Falco)
   Ho a soffrir questo dolore.
gelosia non si confà. (Parte)
per la mia necessità. (Parte)
   Chi v’ha detto del tesoro
   La mia casa è tutta qui;
   Chi lo crede non sa niente.
Stia pur certo l’illustrissimo
non c’è niente in verità. (Parte)
   Coi signori: «Riverisco,
   Vo’ provar con bassa gente;
L’ho trovata in verità. (Parte)
   Tenta invan co’ suoi vapori
ch’ei tramanda i suoi splendori
   Nobil sangue non si oscura
quel che a lui non può donar. (Parte)
   Conte mio, per tutti i titoli
per il sangue e per il merito.
le sue grazie preziosissime. (A don Poppone)
Egli è un uom di buone viscere,
   Signor conte una parola. (A Giannino)
Con licenza. (A don Poppone) Eccomi qua. (A Dorina accostandosi)
Con licenza, (A Giannino) eccomi qua. (A Dorina accostandosi)
   Favorisca. (A don Poppone)
                         Mi comandi.
                      Lo domandi,
   Faccia grazia. (A Dorina)
                               Cosa vuole? (A Giannino)
                           Non si sa.
Questa è poca civiltà. (A tutti e due)
   Signor mio... (A Giannino)
                              Mi meraviglio.
                        Son chi sono.
                          Troppa licenza.
                        È un’insolenza.
                          Son marito.
   Che si salvi almen la mostra
   Chi son io pensate prima,
   Che viltà! Che rio costume!
   Sposo ingrato, amico indegno,
siate certi che ’l mio sdegno
   M’han lasciato in testamento
che m’ha colto in mezzo al cor.
la lezion che s’ha da far. (Don Poppone cava la terra)
   Farfarello, (Mentre don Poppone batte la zappa) Gambastorta,
   Se non dice evviva l’orco
   Viva l’orco e l’orca anch’essa;
   Quel ch’è certo e indubitato
non paventa in mezzo all’onda.

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