Metrica: interrogazione
159 settenari (pezzi chiusi) in Tigrane Venezia, Rossetti, 1741 
   Troppo ad un’alma è caro
sentirsi a dir: «Mio bene,
   E più, se più vezzoso
   Di questo cor fedele,
   non ti dirò crudele.
   Pensa che padre io sono;
   Mentre che a te ragiono,
   Non mi parlar d’amore. (Ad Oronte)
Non aspirare al soglio. (Ad Apamia)
Frena l’audace orgoglio,
   Misero amante insano, (Ad Oronte)
donna superba ardita, (Ad Apamia)
M’arde di sdegno il cor.
   Vezzi, lusinghe e sguardi
   Per te nel regio petto
guerra faran quest’armi;
   Se spunta amica stella,
   Così quest’alma mia,
   Per te costante e forte
verrà quest’alma amante;
   Se l’odio tuo provai
   Ti lascio, o core ingrato,
   Portento alto d’amore,
   Ti guardo e con iscorno
   Tu m’oltraggiasti, infida;
   E se sia d’uopo ancora,
   Sai da quegli occhi arcieri
   che quel pietoso affetto
   Alma ancor io spietata,
   Infin ch’io teco arivi
   Un sol de’ sguardi tuoi
   Già che mi vuoi tiranna,

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