Metrica: interrogazione
93 settenari (pezzi chiusi) in Le nozze Bologna, Sassi, 1755 
   Quel che mi bolle in testa,
Chiama il padron. Carina!
Presto verrà quel giorno
che il mio segreto amor...
   Lustrissimo. La servo.
   (V’è qualche novità?) (A Masotto)
che voi sarete mia). (Piano a Dorina)
(Sarà la cosa presta?) (Piano a Masotto)
(Stassera si farà). (Piano a Dorina)
   (Per me la persuade). (Da sé)
(Per me la disporrà). (Da sé)
   (Guardate il servitore,
che faccia da buffone!) (Piano a Dorina)
(Or parla in mio favor). (A Mingone)
   (Guardate il giardiniero,
che faccia di babbione!) (Piano a Dorina)
(Per me parla il fattor). (A Titta)
   (Questo bel core è mio). (Piano a Dorina)
(Vostra, mio ben, son io). (Piano a Masotto)
(Siete il mio dolce amor). (Fra loro)
   (Sì sarà mia Dorina;
sento brillarmi il cor). (Fra loro)
   Faccia un passino in là; (All’uno)
volti quel viso in qua. (All’altro)
quando due sposi s’amano,
il cuor che d’ira è torbido
   La sposerò, signore;
se voi la date a me. (Al conte)
(Eh ben, che cosa c’è?) (A Mingone)
   Le cento doppie care...
Ei dice mi vuol dare. (Al conte, accenando Mingone)
e in pace e in allegria...
Sta’ zitto, maledetto. (A Mingone)
Costui non vuol tacer. (Parte)
   Anche il leon sdegnato
la vostra carità. (A Masotto)
   Con donne sono pratico
                       Ahi!
                                  Villanacci,
   Che rabbia, che dispetto
   Chi può nel nostro petto
   È ver, non sono amabile,
Chi sa? V’è tempo ancora,

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