Metrica: interrogazione
41 quinari doppi in La donna di governo Roma, Puccinelli, 1761 
Se mi disprezzi... Se vedo questa...
Meni la testa? Cosa ti par? (Si placa)
   Sì, mia caretta, sì graziosetta,
tu mi vuoi bene; voglio sperar. (Parte)
   Viva il padrone, s’ha da cantar.
Viva il padrone, s’ha da mangiar. (Replicano tutti insieme)
   Quel che volete tutto vo’ far.
S’ha da mangiare, s’ha da suonar.
S’ha da cantare, s’ha da ballar. (Sforzano anche Fabrizio a ballare e saltare)
   Chiedo perdono, signor padrone. (S’inginochia)
Signor padrone, chiedo perdono. (S’inginocchia)
                                 Deh per pietà.
                                      Questa è mia sposa.
Prenditi tutto, va’ via di qua. (A Corallina)
   L’innamorato, benché sdegnato,
   Ah che lo sdegno nel cor non dura,
   Se una passione prende possesso,
   A un grand’affetto chi s’abbandona

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