Metrica: interrogazione
16 decasillabi in Statira Venezia, Rossetti, 1742 
   Veggo l’ombra di Ciro tradito
che m’ingombra d’orrore e spavento,
alma cara, ti scorgo, ti sento,
mi vuoi teco? M’attendi, verrò.
   Tu, diletta mia fiamma novella,
questo accetta tributo d’amore;
se non lice donarti il mio core
per te dunque fedele morrò.
   Frema pure spietata la sorte,
io di gloria sol pasco il mio core;
ho svenati alla fama, all’onore
degli affetti la parte miglior.
   Venga pure crudele la morte,
l’alma forte l’attende, la invita;
odierei molto più la mia vita,
se costar mi dovesse un rossor.

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