Metrica: interrogazione
28 decasillabi in L'amore artigiano Venezia, Fenzo, 1761 
   Ho servito le prime signore
e ho imparato da un bravo sartore,
da monsieur Sganarelle franscé.
   Mi consolo Giannino garbato.
La fortuna propizia ti sia. (Passando)
Ma col tempo mi giova sperar). (Entra in casa colla scolara)
   Quant’è vaga la bella piazzetta! (Passando)
il mio bene potrò vagheggiar. (Entra in casa colla sua scolara)
   Se sapeste che bestia ch’io sono,
   So sdegnarmi col labbro ridente,
venga a scuola, da me imparerà. (Parte)
   S’avvezziamo da piccioli in su
   E la madre che vede e che sente
anche il vizio natura si fa. (Parte)

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