Metrica: interrogazione
27 decasillabi in Amor contadino Venezia, Fenzo, 1760 
   Coricino, mio bel fegatello,
mongibello del foco d’amor, (Alla Lena)
ah che dici? Che dice il tuo cor?
   Senti meglio, ascoltami e impara. (A Ciappo)
Gioia bella, gioietta mia cara,
prencipessa, regina, tiranna. (Alla Lena)
Ah lo veggo, la rabbia ti scanna. (A Ciappo)
   Madamina, monsieur che s’inchina
vi protesta la fede e l’amor. (Alla Lena)
Mori, crepa, ch’io rido di cor. (A Ciappo, parte)
   Se ti piace di far lo sguaiato
lo puoi fare con questa o con quella,
io non sono né ricca né bella.
(Se vedesse il mio core Ciappino,
lo vedria che crudele non è). (Da sé)
Stimo più questa rocca di lino
che di Ciappo l’amore e la fé.
   Pastorelle, felici voi siete,
   Fra quest’ombre di gioia ripiene
   Dolce amore deh placido scendi,
del tuo foco m’investi, m’accendi.
L’alma in seno mi sento brillar.
   di timori non s’ha da parlar.
Sol si pensi a godere e ad amar. (Partono)

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