La cameriera spiritosa, Milano, Bianchi, 1766

Vignetta Frontespizio
 SCENA VII
 
 LUCREZIA e detti
 
 il Conte
 Venga, venga, signora. (A Lucrezia)
740Mi consolo con lei. Leandro adunque,
 perduta la speranza
 di posseder mia figlia,
 arde al vago splendor delle sue ciglia?
 Lucrezia
 Leandro di me amante?
 Leandro
                                               Sì, Lucrezia
745dite la verità. (Passa nel mezzo vicino a Lucrezia)
 Lucrezia
                             Se ho a dire il vero,
 son pronta e lo dirò, questo signore
 di me si prende giuoco.
 Egli non pensa a me punto né poco.
 il Conte
 Come! Voi m’ingannate? (A Leandro)
 Leandro
                                                 (Ahi me meschino!)
 Lucrezia
750(Non mi voglio imbrogliar col mio Pasquino).
 il Conte
 Per chi adunque vien qui? Per chi si finge
 disegnator? Quale disegno ha in mente?
 Presto, dimmi, favella. Ah son furente. (A Lucrezia)
 Lucrezia
 Tutto vi scoprirò.
 Leandro
                                  Su via parlate,
755tradite, assassinate
 chi si fida di voi. (A Lucrezia)
 Lucrezia
                                   Sì, mio signore,
 son giovane d’onore.
 Voglio tutto svelar. Signor padrone (Passa e si accosta al conte)
 aspettate un pochino,
760voi saprete l’amor di quel zerbino.
 Sì, guardatemi ben, non ho paura, (A Leandro)
 non son qual mi credete.
 (Secondatemi pure e non temete). (Piano a Leandro e parte)