La cameriera spiritosa, Milano, Bianchi, 1766

Vignetta Frontespizio
 ATTO TERZO
 
 SCENA PRIMA
 
 Camera.
 
 LUCREZIA ed il CONTE
 
 Lucrezia
 Signor, non vi è rimedio.
 La contessa Marianna
 non vuole il cavalier.
 il Conte
 Corpo di Bacco! Un voglio in vita mia
1215non ho sofferto ancor da chi che sia.
 Lucrezia
 Voi avete ragion ma è inviperita.
 Dice che si è chiarita,
 che il cavalier è infido.
 il Conte
 E di ciò me ne rido,
1220queste son bagatelle e quando mai...
 Le donne hanno a soffrir di peggio assai.
 Lucrezia
 Credetemi, signore,
 che gliel’ho detto anch’io. Ma è ostinatissima.
 il Conte
 Figliola insolentissima,
1225avrai che far con me.
 Lucrezia
                                         Fate una cosa.
 Scusatemi, signor, se un mio consiglio
 ardisco di propor.
 il Conte
                                    Vo’ castigarla.
 Lucrezia
 Sì, per mortificarla
 fate quel che dich’io. Date marito
1230alla seconda figlia. Il cavaliere,
 che placare Marianna invan procura,
 Costanza sposerà, ne son sicura...
 il Conte
 Sì lo farò... Ma adaggio.
 L’ho promessa a Leandro.
 Lucrezia
                                                  A me lasciate
1235la cura d’operar, bastami solo
 che mi date di ciò il consentimento.
 il Conte
 Sì, levami d’attorno un tal tormento.
 
    Le figliole da marito
 sono pesi esterminati
1240che ci tengono affollati
 dalla testa fino al piè.
 
    Sono pesi alla scarsella.
 Sono pesi alle cervella
 e all’onor delle famiglie...
1245O che pesi son le figlie,
 vorrei prima sfabbricarmi
 che tornarmi a maritar. (Parte)
 
 SCENA II
 
 LUCREZIA, poi il CAVALIERE
 
 Lucrezia
 Ho fatto il primo passo e il più importante
 ma ecco il cavalier. Conosco il debole.
1250So che vano e superbo è di natura.
 Irritarlo convien con sprezzatura.
 il Cavaliere
 Possibile, mia cara...
 Lucrezia
                                        Questo titolo
 a me più non convien. Per me è finita.
 Il genitore istesso
1255mi ha posta in libertà. Tenga, signore,
 tenga le gioie sue. Non più parole. (Gli dà lo scrigneto)
 Le doni a chi le par, sposi chi vuole. (Parte)
 
 SCENA III
 
 Il CAVALIERE, poi COSTANZA
 
 il Cavaliere
 A me un simile affronto?
 Disprezzi ad un par mio?
1260Saprò riffarmi e vendicarmi anch’io.
 Costanza
 (Ecco qui il cavaliere. Mi dispiace
 lasciar Leandro; ma se il genitore
 di far il cambio mi consilia anch’esso,
 l’uno o l’altro sposar per me è lo stesso).
 il Cavaliere
1265(Son stordito. Non so quel ch’io mi faccia,
 ah se potessi in faccia
 di costei vendicare i torti miei,
 soddisfato, contento io partirei).
 Costanza
 Riverisco, signore...
 il Cavaliere
                                       (Ah la fortuna (Osservando Costanza)
1270l’occasion mi presenta).
 Costanza
 (Io non ardisco d’essere la prima
 e non conviene al sesso).
 il Cavaliere
 Bella, mi sia permesso
 di prendermi un ardir.
 Costanza
                                             Che mi comanda?
 il Cavaliere
1275Queste gioie vorrei
 offrirvi in tributo...
 Costanza
                                      Oh mio signore...
 il Cavaliere
 E colle gioie vi offerisco il core.
 Costanza
 Signor, se mia sorella
 non ha stima per voi, non sente affetto,
1280gradisco il dono e il vostro core accetto. (Prende lo scrigno)
 il Cavaliere
 Eccomi vendicato.
 Ecco che il dio bendato,
 geloso del mio onor, ripara il torto.
 Voi sarete il mio bene, il mio conforto.
 
1285   Crepi, schiatti la sorella.
 Voi sarete il mio tesor,
 voi avrete il bell’onor
 d’esser sposa al cavalier
 
    e ringrazi il genitore
1290di quel volto la beltà,
 che avria fatto il mio furore
 qualche gran bestialità. (Parte)
 
 SCENA IV
 
 COSTANZA sola
 
 Costanza
 Or le gioie son mie; se mai nascessero
 degli accidenti non previsti e strani,
1295queste non escon più dalle mie mani. (Parte)
 
 SCENA V
 
 Il CAVALIER e PASQUINO
 
 Pasquino
 Dunque non sposa più
 la contessa Marianna!
 il Cavaliere
                                           No, ho risolto.
 Costanza sposerò che è di buon cuore.
 Pasquino
 Ma il di lei genitore
1300è contento del cambio?
 il Cavaliere
                                             È contentissimo.
 Ora in questo momento
 il nome si cambiò nell’istromento.
 Pasquino
 Mi consolo con lei ma se il permette,
 caro padrone mio,
1305vorrei un poco maritarmi anch’io.
 il Cavaliere
 Un poco?
 Pasquino
                     Un pochettin.
 il Cavaliere
                                                Chi vuoi sposare?
 Pasquino
 Lucrezia cameriera
 della prima sorella.
 Ch’è una ragazza spiritosa e bella.
 il Cavaliere
1310Credi tu ch’ella t’ami?
 Pasquino
 Almen mi ha lusingato.
 il Cavaliere
 Non badare a colei; tu sei gabato.
 Pasquino
 Perché?
 il Cavaliere
                  Perché son certo
 ch’ella è accesa d’amore
1315per un disegnatore ed io medesimo,
 protettore di lui, preso ho l’impegno
 di far ch’ei giunga delle nozze al segno.
 Pasquino
 Ah indegna disgraziata
 mi schernisce così? Vo’ che mi senta,
1320di una burla simil vo’ che si penta. (Parte)
 
 SCENA VI
 
 Il CAVALIERE, poi LUCREZIA
 
 il Cavaliere
 Spiaccemi per Pasquin ma la parola
 in me dee prevalere.
 Lucrezia
 Mi consolo di cuor col cavaliere.
 il Cavaliere
 Venite a provocarmi?
 Lucrezia
                                          No, signore,
1325io vengo di buon cuore
 a far il mio dover. Son contentissima
 che sposiate Costanza. Il ciel vi renda
 sposi lieti e felici,
 ora cognato mio saremo amici.
 il Cavaliere
1330Ah crudel, non aveste
 punto stima per me.
 Lucrezia
                                        Lasciamo andare;
 quello che è stato è stato,
 or che siete impegnato
 colla sorella mia,
1335non voglio che ci sia fra noi che dire,
 ogni rissa, ogni sdegno ha da finire.
 il Cavaliere
 Per voi averò sempre
 stima, se non amor.
 Lucrezia
                                       Se questo è vero
 una prova desio che me ne diate.
 il Cavaliere
1340Tutto farò per voi. Deh comandate.
 Lucrezia
 Su via venite innanzi,
 non temete di nulla, (Verso la scena)
 venga il disegnator colla fanciulla.
 
 SCENA VII
 
 MARIANNA, LEANDRO e detti
 
 Leandro
 Il disegno, signor, non è finito. (Al cavaliere)
 Lucrezia
1345Non temete, che or or sarà compito. (A Leandro)
 Vorrei che in grazia mia
 foste voi protettore e testimonio
 di questi innamorati al matrimonio.
 il Cavaliere
 Ben volontier. Sposatevi.
 Lucrezia
1350E poi sia vostro impegno (Al cavaliere)
 di far che il padre non lo prenda a sdegno.
 il Cavaliere
 Lo farò di buon cuore.
 Lucrezia
                                           Avete inteso? (A tutti due)
 Vi potete sposare,
 poi andate a finir di disegnare. (A Leandro)
 il Cavaliere
1355Fate a comodo vostro.
 Il conte qualche volta
 ha degli estri bestiali.
 Lo vado a prevenir di tai sponsali. (Parte)
 Lucrezia
 Io vi lascio signori e m’incamino
1360ad operar per me col mio Pasquino. (Parte)
 
 SCENA VIII
 
 MARIANNA e LEANDRO
 
 Marianna
 Son stordita.
 Leandro
                           Mia cara,
 profittiam del momento.
 Marianna
 Il cuor non ho contento,
 se non approva il genitore...
 Leandro
                                                     Alfine
1365mi ha promessa Costanza; o l’una o l’altra
 siete entrambe sue figlie.
 Marianna
                                                 È ver, ma ancora
 ho l’usato timor che mi martora.
 
    Avvezza a temere,
 avvezza a tremar,
1370non sento il piacere,
 non giungo a sperar.
 
    Ma sempre penar
 non deggio però.
 Contenta sarò,
1375mi vo’ lusingar. (Parte con Leandro)
 
 SCENA IX
 
 PASQUINO, BERTOLINA, poi LUCREZIA
 
 Pasquino
 Sì, Bertolina mia, voi siete buona.
 Lucrezia mi ha schernito;
 del ben che le volea son già pentito.
 Bertolina
 Sì, son buona, egli è ver, ma non crediate,
1380garbato signorino,
 ch’io vi voglia servir di comodino.
 Pasquino
 No, vi giuro, carina...
 Lucrezia
                                         (O disgraziato). (Ascolta da lontano)
 Pasquino
 Quel viso inzucherato
 mi piace alla follia.
 Lucrezia
1385(Non ne voglio di più, voglio andar via). (Parte)
 Bertolina
 Dite quel che volete,
 io non vi crederò.
 Gl’innamorati, il so,
 quando in collera son con la sua bella,
1390tentan con questa e quella
 di sollevarsi un poco
 ma ritornano poscia al primo loco. (Parte)
 
 SCENA X
 
 PASQUINO, poi LUCREZIA
 
 Pasquino
 Ha ragione, ha ragione, approffitarmi
 dovea, pria d’attaccarmi
1395con quest’altra fraschetta ingannatrice,
 che or sarei più contento e più felice!
 Lucrezia
 (Dopo che ho tanto fatto
 e per questo e per quello, io sarò dunque
 la sola maltrattata e malcontenta?)
 Pasquino
1400(Mi voglio vendicar).
 Lucrezia
                                         (Vo’ che si penta).
 Pasquino
 (Burlarsi d’un par mio?)
 Lucrezia
                                                Farmi vedere
 sugli occhi una rival?
 Pasquino
                                         (Tenermi a bada
 per burlarsi di me?)
 Lucrezia
                                        (Di Bertolina
 dichiararsi amator?)
 Pasquino
                                         (Corpo di Bacco!)
 Lucrezia
1405(Cospetto della luna!)
 Pasquino
                                          (È un tradimento).
 Lucrezia
 (È un’ingiuria potente).
 Pasquino
 È una donna cattiva.
 Lucrezia
                                        È un insolente.
 Pasquino
 Con chi parla? (A Lucrezia)
 Lucrezia
                               Con lei.
 Pasquino
 Falla, padrona mia.
 Lucrezia
1410Ella, padrone mio, non sa ch’io sia.
 Pasquino
 Sì, lo so con mio danno
 e chi vi disse donne
 era meglio chiamarvi
 degl’uomini il malanno.
1415Pure son qui; mi scordo del passato
 e quel ch’è stato è stato.
 
    Tutto per voi farò,
 son pronto, eccomi qui;
 e se non basta un sì,
1420cara, lo giurerò.
 
 Lucrezia
 
    State su la mia fé,
 tutto s’aggiusterà,
 se voi venite qua
 per dar la mano a me.
 
 Pasquino
 
1425   La mano! Non son matto.
 
 Lucrezia
 
 (Ci pensa).
 
 a due
 
                        Il primo patto
 a terra se ne andò,
 lontan più che si può.
 
 Pasquino
 
    (Eppure amor mi struzzica).
 
 Lucrezia
 
1430(Eppure il cor mi palpita).
 
 Pasquino
 
 (M’accosto o non m’accosto).
 
 Lucrezia
 
 (Rimango o me ne vo).
 
 Pasquino
 
    Tristaccia.
 
 Lucrezia
 
                         Furbarello.
 
 Pasquino
 
 Carina.
 
 Lucrezia
 
                 Briconcello.
 
 a due
 
1435(M’accosterò bel bello,
 pian pian m’accosterò!)
 
 Pasquino
 
    Sapete?
 
 Lucrezia
 
                     Dite a me?
 
 Pasquino
 
 Non più; vi sposerò.
 
 Lucrezia
 
 Sapete?
 
 Pasquino
 
                  Che cos’è?
 
 Lucrezia
 
1440Adesso io non vi vo’.
 
 Pasquino
 
    Oh bella!
 
 Lucrezia
 
                       Promettete,
 giurate fin adesso
 di chiedere al bel sesso
 perdon con umiltà.
 
 Pasquino
 
1445   Sì, chiederò perdono,
 se l’occasion mi viene
 ne dirò sempre bene,
 se pure si potrà.
 
 Lucrezia
 
    La mano eccola qui.
 
 Pasquino
 
1450Date la mano a me.
 
 a due
 
 Contenti amor ci fe’.
 Oh che felicità!
 
    La pace è fatta,
 donne mie care
1455che s’ha da fare.
 Va ben così?
 
    Più non desio
 bell’idol mio.
 Che dolce giubilo!
1460Che lieto dì! (Partono)
 
 SCENA ULTIMA
 
 Il CONTE, il CAVALIERE e COSTANZA, poi LUCREZIA e PASQUINO, poi MARIANNA e LEANDRO
 
 il Conte
 Ho piacer, cavaliere,
 che siate soddisfatto,
 col medesimo contratto
 ecco Costanza è vostra.
 il Cavaliere
                                            Io son contento.
1465Ecco porgo la mano alla mia sposa.
 Costanza
 Ti stringo di buon cor, mano amorosa.
 il Cavaliere
 Conte, in un sì bel giorno
 vi domando una grazia.
 Conte
                                              Comandate.
 il Cavaliere
 Bramo che mi accordiate
1470che la vostra Lucrezia cameriera
 si mariti con un che piace a me.
 il Conte
 Ben volentieri. Chi è di là?
 Bertolina
                                                   Signore.
 il Conte
 Fate venir Lucrezia.
 il Cavaliere
                                       E che con lei
 venga lo sposo ancora.
 Bertolina
                                           Signorsì.
1475Favorisca signora. (Verso la scena) Eccola qui.
 (Sì sì l’ho indovinata
 che Pasquino alla fin mi avria gabbata).
 Lucrezia
 Eccomi a’ suoi comandi.
 il Cavaliere
                                               Or è Lucrezia?
 Lucrezia
 Quella io son, per servirla.
 Pasquino
1480E lo sposo son io per obbedirla.
 il Cavaliere
 Che inganno! Che finzion!
 Lucrezia
                                                   Saprà ogni cosa.
 Si contenti per or della sua sposa.
 il Cavaliere
 Dov’è il disegnator?
 Lucrezia
                                       Venga signore (Verso la scena)
 i favori a goder del protettore.
 Leandro
1485Son qui.
 Marianna
                   (Pavento ancora).
 il Conte
                                                     Cosa vedo!
 Con Leandro Marianna.
 il Cavaliere
                                              Chi è Marianna? (Al conte)
 il Conte
 Questa è la figlia mia. (Al cavaliere)
 il Cavaliere
                                            Sono ingannato.
 Lucrezia
 Ecco quella, signor, ch’ella ha sposato. (Additando Costanza)
 Tutto fu ingegno mio,
1490per render la padrona
 dal padre ingiustamente violentata
 ad essere contenta e consolata.
 il Conte
 Perfidi.
 il Cavaliere
                  State zitto.
 La burla a tutti due ci ha caricata.
1495L’abbiamo meritata.
 Io mi acquieto e l’approvo e non mi pento.
 Quietatevi ancor voi, siate contento.
 coro
 
    Viva, viva il strattagemma
 della serva spiritosa
1500e Marianna sia la sposa
 del fedel disegnator.
 
    Allegria, contento e pace
 regni sol nel nostro cuor.
 E a una femmina vivace
1505tutti noi facciamo onor.
 
 Fine del dramma