Metrica: interrogazione
157 settenari (recitativo) in Germondo London, Cadell, 1776 
Prence, qual è l’evento
(Oh ciel! M’avrian le stelle
Quell’onor, quel rispetto,
Perché sempre sì mesta,
chiuso per sempre ha il ciglio,
Ah questo amor che nacque
al mio amor, al mio sdegno,
de’ Vandali ti aspetta
cangiar del fier Germondo
potea nel cor del prence
chi sa, chi m’assicura
Ah, se ti manca un braccio,
Il mio regno, il mio trono
La prima volta è questa
che a quel soave aspetto
svelarti un mio sospetto.
Come esporla agli eventi!...
del tuo, del mio periglio,
qual astro a noi, qual nume
dee bramar, come io bramo
Rosmonda al porto? Oh dei!
Stelle! Di quel drappello
Non dee, non sa il mio labbro
ch’io dica e ch’io sostenga
Vattene. Io più non soffro
vuolsi dell’altrui colpa
Ah forse!... Oh ciel! Chi sa
e lascia sol ch’io imprima
                 Prendi, Lisimaco,
l’arte, il livore, oh dei!...
Germondo, il sai, t’adora.
Deh, ritorna in te stesso;
deh, pensa alla tua gloria;
tu d’un amor ch’offende
d’alma bennata è segno,
              No, la sua vista
                 Più non chiamarmi
il tuo pallor, l’acciaro
l’onor tuo, la tua pace...
Guardie, in carcere oscuro
altra gloria m’infiammi,
                             Rosmonda

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