Arcifanfano re dei matti, Torino, 1759 (Arcifanfano il re de’ matti)

 SCENA VIII
 
 Madama SEMPLICINA
 
 Semplicina
 Grazie al ciel, se n'è andato.
 Oh che pazzo egli è mai spropositato?
 Io sono una fanciulla
 timida tanto e tanto vergognosa
805ch'ognor mi sembra che il mio cor s'agghiacci,
 quando sento parlar questi ominacci.
 Finché qualche ominuccio,
 dabbene e modestuccio,
 mi volesse parlar, senza mirarmi,
810lascierei... signorsì... o signor no,
 un uom? Ohibò, ohibò.
 
    Voglion le mani
 sempre allungar;
 voglion parlar,
815voglion scherzar;
 uh che vergogna,
 uh che rossor!
 
    Con quelle mani,
 con quegli occhiacci...
820Oh che ominacci!
 Mi fan sudar.