Il mondo della luna, Padova, Conzatti, 1755

 SCENA X
 
 BONAFEDE e poi ECCLITICO
 
 BONAFEDE
400È poi la mia Lisetta
 una buona ragazza.
 Non è di quelle serve impertinenti
 che quando hanno la grazia del padrone
 vogliono in casa far le braghessone.
 ECCLITICO
405Ehi, signor Bonafede, (Di dentro)
 si puol entrar?
 BONAFEDE
                              Oh cappari, chi è qui?
 Venite, signorsì;
 cos'è sta novità?
 Qualche cosa di grande vi sarà.
 ECCLITICO
410Compatite s'io vengo
 in quest'ora importuna a disturbarvi.
 Un segno d'amicizia io vengo a darvi.
 BONAFEDE
 Oh che buona fortuna a me vi guida?
 ECCLITICO
 V'è nissun che ci ascolti?
 BONAFEDE
                                                No, siam soli.
415Parlate pur con libertà.
 ECCLITICO
                                             Voi siete
 l'unico galantuom ch'io stimo ed amo.
 Onde vi vengo a usar per puro affetto
 un atto d'amicizia e di rispetto.
 BONAFEDE
 Obligato vi son. Ma che intendete
420voler dire con ciò?
 ECCLITICO
                                    Vengo da voi
 per sempre a licenziarmi.
 BONAFEDE
                                                  Oh dei! Per sempre?
 Ditemi, cosa fu?
 ECCLITICO
 Amico, addio. Non ci vedrem mai più.
 BONAFEDE
 Voi mi fate morir. Ma perché mai?
 ECCLITICO
425Tutto confido a voi. Sappiate, amico,
 che il grande imperatore
 del bel mondo lunar con lui mi vuole.
 Io fra pochi momenti
 sarò insensibilmente
430trasportato lassù per mio destino
 e sarò della luna cittadino.
 BONAFEDE
 Come! È vero? Oh gran caso! Oh me infelice,
 se resto senza voi! Ma in qual maniera
 la voce di lassù poté arrivare?
 ECCLITICO
435Là nel mondo lunare
 un astrologo v'è come son io
 che ha fatto un cannocchial simile al mio.
 Congiunti nella cima i cannocchiali
 e levato il cristallo, o sia la lente,
440facilissimamente
 sente quel che si dice in l'altro mondo
 e col metodo stesso anch'io rispondo.
 BONAFEDE
 Oh prodigio! Oh prodigio! Ed in che modo
 sperate andar tant'alto?
445Dalla terra alla luna vi è un gran salto.
 ECCLITICO
 Tutto vo' confidarvi.
 Dal cannocchiale istesso
 il grande imperatore
 mi ha fatto schizzettar certo licore
450che quando il beverò
 leggiermente alla luna io volerò.
 BONAFEDE
 Amico, ah se voleste
 aiutar mi potreste.
 ECCLITICO
                                     E come mai?
 BONAFEDE
 Schizzettatemi un po' di quel licore
455che v'ha mandato il vostro imperatore.
 ECCLITICO
 (Eccolo nella rete).
 BONAFEDE
                                     E poi anch'io
 verrò lassù con voi.
 ECCLITICO
                                      Ma non vorrei
 che se n'avesse a mal sua maestà.
 BONAFEDE
 È un signor di buon cor, non parlerà.
 ECCLITICO
460Orsù mi siete amico,
 vi voglio soddisfar. Quest'è il licore.
 Giacché non v'è nessuno,
 vo' che ce lo beviam metà per uno.
 BONAFEDE
 E poi come faremo?
 ECCLITICO
465E poi ci sentiremo
 sottilizzar le membra in forma tale
 che andremo in su, come se avessim l'ale.
 BONAFEDE
 Beverei ma non so...
 Sono fra il sì ed il no.
 ECCLITICO
470Compiacervi credevo.
 Se pentito già siete, io solo bevo. (Finge di bevere)
 BONAFEDE
 Non lo bevete tutto
 per carità.
 ECCLITICO
                      Tenetemi, che ormai
 mi sembra di volare. Oh me felice!
475Oh singolar fortuna!
 Or or sarò nel mondo della luna. (Straluna gli occhi)
 BONAFEDE
 Cos'avete negli occhi?
 Parete spiritato.
 ECCLITICO
 Dallo spirto lunar son invasato.
480Addio. Vado.
 BONAFEDE
                           Fermate.
 Voglio venir anch'io.
 ECCLITICO
                                        Ecco, tenete
 il resto del licor dunque e bevete.
 BONAFEDE
 Ma le figliole mie? Ma la mia serva?
 ECCLITICO
 Quando sarete là
485grazia per esse ancor s'impetrerà.
 Vado, vado.
 BONAFEDE
                         Son qui. Bevo, aspettate. (Beve)
 ECCLITICO
 (Bevi, buon pro ti faccia.
 Io bevuto non ho. Fra pochi istanti
 dal sonnifero oppresso e addormentato
490crederà nella luna esser portato).
 BONAFEDE
 Ecco bevuto ho anch'io.
 Mondo, mondaccio rio,
 per sempre t'abbandono.
 Uomo sopralunar fatto già sono,
495ohimè sento un gran foco.
 ECCLITICO
 Soffrite. A poco a poco
 tramutar sentirete
 tutte le vostre membra e goderete.
 BONAFEDE
 Par che mi venga sonno.
 ECCLITICO
                                               Ecco l'effetto
500che fa il licor perfetto.
 BONAFEDE
 Non posso star in piedi.
 ECCLITICO
                                              Accomodatevi. (Lo fa sedere)
 State pronto a salire e consolatevi.
 BONAFEDE
 Mi sembra di volar.
 ECCLITICO
                                       Lo credo anch'io.
 BONAFEDE
 Caro Ecclitico mio,
505ditemi dove sono. In terra o in aria?
 ECCLITICO
 Vi andate a poco a poco sollevando.
 BONAFEDE
 Mi vo sottilizzando.
 Ma come uscir potrem... da questa stanza?
 ECCLITICO
 Abbiamo in vicinanza
510un ampio fenestrone.
 BONAFEDE
 Vado, vado senz'altro.
 ECCLITICO
                                          (Oh che babbione!)
 BONAFEDE
 
    Vado, vado, volo, volo.
 
 ECCLITICO
 
 Bravo, bravo, mi consolo.
 
 BONAFEDE
 
 Dove siete?
 
 ECCLITICO
 
                         Volo anch'io.
 
 BONAFEDE, ECCLITICO A DUE
 
515Addio mondo, mondo addio. (Escono Clarice e Lisetta)
 
 CLARICE
 
 Caro padre, cosa c'è?
 
 LISETTA
 
 Padron mio, che cos'è?
 
 BONAFEDE
 
    Vado, vado, volo, volo.
 
 CLARICE, LISETTA A DUE
 
 Dove, dove.
 
 ECCLITICO
 
                         Oh che fortuna!
 
 BONAFEDE
 
520Vo nel mondo della luna.
 
 CLARICE, LISETTA A DUE
 
 Muore, muore, ohimè che muore.
 
 BONAFEDE
 
 Oh che gusto, o che diletto!
 
 ECCLITICO
 
 Viva, viva, oh che fortuna.
 
 CLARICE, LISETTA A DUE
 
 Muore, muore.
 
 BONAFEDE
 
                               Cara luna,
525vengo, vengo, vengo a te. (S’adormenta)
 
 CLARICE, LISETTA A DUE
 
    Muore, muore, presto, presto.
 Qualche spirto troverò.
 Presto, presto tornerò. (Partono)
 
 ECCLITICO
 
    Il bon sonnifero
530gli offusca il cerebro.
 Portar dagli uomini
 via lo farò.
 
    Fabrizio, Prospero, (Vengono due servi)
 su via prendetelo
535e là portatelo
 nel mio giardin. (Portano via Bonafede)
 
    Le donne tornano
 e si disperano,
 perché già credono
540morto il meschin. (Tornano Clarice e Lisetta)
 
 CLARICE
 
    Povero padre, ahi che morì.
 
 LISETTA
 
 Ahi, che di vivere tosto finì.
 
 ECCLITICO
 
 No, non piangete, non è così.
 
 CLARICE, LISETTA A DUE
 
 Ahi, che di vivere tosto finì.
545Ahi, che tormento, ahi che morì.
 
 ECCLITICO
 
 Fe' testamento, eccolo qui.
 
 CLARICE, LISETTA A DUE
 
 Ahi, che tormento, ahi che morì.
 
 ECCLITICO
 
    «Lascio a Clarice seimille scudi,
 se di sposarsi risolverà».
 
 CLARICE
 
550Era mortale, questo si sa.
 
 ECCLITICO
 
    «Lascio a Lisetta cento ducati,
 quando il marito ritroverà».
 
 LISETTA
 
 Era assai vecchio; questo si sa.
 
 ECCLITICO
 
    Povero vecchio, più nol vedete.
 
 CLARICE, LISETTA A DUE
 
555Ahi che tormento che voi mi date.
 
 ECCLITICO
 
 Pronta è la dote, se la volete.
 
 CLARICE, LISETTA A DUE
 
 Mi fate ridere; mi consolate.
 Viva chi vive.
 
 A TRE
 
                            Chi è morto è morto.
 
    Dolce conforto la dote sarà.
 
 Fine dell’atto primo