Il negligente, Brunswick, 1760

 SCENA III
 
 PASQUINO e detti
 
 PASQUINO
                             Signor.
 FILIBERTO
                                             Vien qui.
 PASQUINO
                                                                 Non posso.
 FILIBERTO
 Perché?
 PASQUINO
                  Fo colazione.
 FILIBERTO
 (Poverino, ha ragione).
 Finisci e poi verrai.
 PORPORINA
65(Un più sciocco padron non vidi mai).
 FILIBERTO
 Bisogna compatir la servitù.
 Tutto il dì s'affatica
 e vuol la carità
 che un'ora gli si dia di libertà.
 PASQUINO
70Eccomi. Ho fatto presto?
 FILIBERTO
 Cancaro! Tu sei lesto.
 Senti, andar dovrai...
 Dove ha detto? (A Porporina)
 PORPORINA
                                A palazzo.
 FILIBERTO
 Andrai a palazzo,
75cercherai conto di messer Imbroglio.
 Portagli questa borsa.
 Digli che si ricordi
 di sostener il punto di ragione,
 ch'io son chiamato alla sostituzione;
80digli che il testamento parla chiaro,
 che il testamento io l'ho
 e che, quando bisogni, il cercherò.
 Digli...
 PASQUINO
                Basta, ih ih, che diavol fate?
 Tante cose in un fiato?
85Voi m'avete imbrogliato.
 FILIBERTO
 Te lo tornerò a dir. Oh che fatica!
 Andrai a palazzo.
 PASQUINO
                                  Bene.
 FILIBERTO
                                               Vedrai
 messer Imbroglio.
 PASQUINO
                                     Sì.
 FILIBERTO
                                             E gli darai
 questa borsa.
 PASQUINO
                            Fin qua me ne ricordo.
90E poi?
 FILIBERTO
                E poi che il testamento io l'ho,
 che non l'ho ancor trovato;
 ma ch'io sono chiamato
 alla sostituzione
 e che sostenga ben la mia ragione.
 PASQUINO
95Caro signor padron, fatemi grazia.
 Quella prostituzion cosa vuol dire?
 FILIBERTO
 Sostituzione ho detto.
 PASQUINO
 Ma se poi tutto tutto
 quel non dicessi che diceste voi?
 FILIBERTO
100Oh son stanco, di' tu che diavol vuoi.
 
    Già te l'ho detto
 cos'hai da fare,
 non mi stancare,
 non m'annoiar.
 
105   Via Porporina,
 vanne in cucina,
 la piatanzina
 vammi tu a far.
 
    L'ho detto chiaro,
110tu m'hai capito. (A Pasquino)
 Oh che appetito! (A Porporina)
 Cara, non farmi
 tanto aspettar. (Parte)