La finta semplice, Venezia, Fenzo, 1764

Vignetta Frontespizio
 SCENA VI
 
 CASSANDRO e detti
 
 Cassandro
 
855   Ubriacco non son io, (Caminando e masticando le parole da mezzo ubriacco)
 sono allegro un pocchettino
 ma l'anello è sempre mio
 e lo posso dimandar
 
    perché alfin se parla il vino...
860quel ch'è mio si lascia star.
 
 Rosina
 L'ha coll'anello ancora
 ma gliela vo' far bella.
 Cassandro
                                           Eh ben signora?...
 Ma con quel candelliero
 che fa quel marcantonio?
 Polidoro
865Fo lume al matrimonio.
 Cassandro
                                              Io v'ho pur detto
 che da lei non si viene.
 Rosina
                                            Egli è venuto
 sol per parlar con voi.
 Cassandro
 Ignorante, che vuoi?
 Polidoro
 Dirvi per suo comando...
870che sono...
 Cassandro
                      Un animale.
 Polidoro
 No... sono...
 Cassandro
                        Un carnovale,
 dalla prosapia mia degenerante.
 Polidoro
 Oh! Me ne dite tante
 che non vo' più soffrirle e voi mi date
875presto la parte mia,
 che vo' andar con madama in Ungheria.
 Cassandro
 A me? Poter di Bacco!
 Vedo che sei briacco...
 Cioè, va' via di qua, che ti perdono;
880ma se lo torni a dire io ti bastono.
 Polidoro
 Baronessa mia sposa
 diffendetemi voi.
 Cassandro
                                   Sposa?
 Rosina
                                                   Sì bene.
 Cassandro
 Ma non son io?
 Rosina
                               Anche voi.
 Cassandro
                                                     Quanti mariti
 volete voi da nuovo?...
 Rosina
885Ne vo', per non fallar, quanti ne trovo.
 Cassandro
 Uh stolida che siete!
 Rosina
 Io stolida!... Guardate...
 che pianger voi mi fate... (Si mette a piangere in un cantone)
 E a qualcun forse poi la pagherete,
890che me la lego al dito.
 Polidoro
 Se la farà pagar vostro marito.
 
    Sposa cara, sposa bella (A Rosina)
 per pietà deh non piangete;
 e se voi bevuto avete, (A Cassandro)
895poveretto andate in letto
 né la state a molestar.
 
    Piano, piano, ch'io burlavo, (Venendogli adosso bruttamente)
 state in là, che vi son schiavo;
 quanto a me tutto v'è lecito,
900bastonatemi, accoppatemi
 ma mia moglie, no signore,
 non l'avete da toccar. (Parte)