Il filosofo di campagna, Torino, Guibert e Orgeas, 1777

 SCENA XV
 
 LESBINA e LA LENA
 
 LA LENA
 (Mio zio, ricco sfondato
 non si puole scordar che vile è nato).
 LESBINA
 Signora, mi rincresce
 ch'ella sarà nipote
980d'una senza natali e senza dote.
 LA LENA
 Certo che il zio poteva
 maritarsi con meglio proprietà.
 LESBINA
 Che nella nobiltà
 resti pregiudicato
985certamente è un peccato. Imparentarmi
 arrossire dovrei
 con una contadina come lei.
 LA LENA
 Son contadina, è vero,
 ma d'accasarmi spero
990con un uomo civil, poiché del pari
 talor di nobiltà vanno i denari.
 LESBINA
 Udita ho una novella
 d'un somar che solea
 con pelle di leone andar coperto
995ma poi dal suo ragghiar l'hanno scoperto.
 Così voi vi coprite
 talor con i denari
 ma siete nel parlar sempre somari. (Parte)