La donna di governo, Roma, Puccinelli, 1761

Vignetta Frontespizio
 SCENA VIII
 
 FULGENZIO, ROSALBA, il NOTARO e detti
 
 Fulgenzio
 Con licenza, signori.
 Fabrizio
 Che vuol vosignoria?
 Fulgenzio
1360Una sola parola...
 Fabrizio
                                  Andate via.
 Rosalba
 Dica! Signore zio...
 Fabrizio
                                     Taci, fraschetta.
 Chi è quell’altro? Il notaro!
 Venga, venga, signor, che affé l’ho caro.
 Corallina
 (Non vorrei ci scoprisse). (A Ridolfo)
 Ridolfo
                                                  (In ogni evento,
1365raccomandati pure al tuo talento). (A Corallina)
 il Notaro
 Quid petis? (A Fabrizio)
 Fabrizio
                                 Io non peto.
 Favorisca, di grazia,
 di stendere di nozze
 un novello contratto.
 il Notaro
1370Inter quos?
 Fabrizio
                                Inter quorum,
 ora glielo dirò!
 Fra me, suo servitore, e Corallina.
 il Notaro
 Scilicet Ricottina?
 Fabrizio
                                           Per l’appunto.
 il Notaro
 Faveat.
 Fabrizio
                        Qui non c’è fava.
 il Notaro
                                                         Favorisca,
1375per quel che fa la piazza,
 quante volte si sposa una ragazza?
 Fabrizio
 Che domanda? Una volta.
 il Notaro
                                                  Stamattina,
 domina Coralina
 domina Ricottina
1380secondo li statuti
 si è maritata con Ridolfo Astuti. (Accenandolo)
 Fabrizio
 Come! Povero me! Che cosa sento?
 Un simil tradimento?...
 il Notaro
 Faveat, dominatio... (A Fabrizio)
 Fabrizio
1385Itevi a far squartar che vi ringrazio. (Il notaro passeggia con fretta)
 Fulgenzio
 Parmi turbata molto. (A Rosalba)
 Rosalba
 (E non si perderà). (A Fulgenzio)
 Corallina
                                       (Non so che dire). (A Ridolfo)
 Ridolfo
 (Spirito ci vuole). (A Corallina)
 Corallina
                                    (Or mancami l’ardire). (A Ridolfo)
 Fabrizio
 Perfida, scelerata,
1390non parli? Ti confondi?
 M’inganasti così? Parla, rispondi.
 Corallina
 Ahime, signor padrone,
 eccomi a’ vostri piedi, (S’inginocchia)
 so che colpevol sono.
1395Domandovi perdono. Ah se provate
 violenza d’amor nel vostro core,
 scusate in me quel tristarel d’amore.
 Fabrizio
 Ribalda, temeraria.
 Alzati, via di qua. No ferma, io voglio
1400vendicar i miei torti. Ah disgraziata,
 anima indegna e fella,
 voglio cavarti il cor... (Uh sei pur bella).
 
    Come mai... potresti... ingrata... (Piangendo)
 a... busar... di mia bontà?
1405Disgraziato, via di qua. (A Ridolfo)
 
    Tanto... ben... che ti ho voluto... (Come sopra)
 Questo... è il premio... che n’ho avuto?
 Maledetti! Mi burlate?
 Questa è troppa crudeltà. (A Fulgenzio e Rosalba)
 
1410   Vanne via (mi trema il core). (A Corallina)
 Vieni qui (ti sento, amore). (A Corallina)
 Disgraziata, scellerata
 Ah... mi sento... il cor... crepar. (Parte)