L’amore artigiano, Venezia, Fenzo, 1761

Vignetta Frontespizio
 SCENA IX
 
 FABRIZIO e detti
 
 Fabrizio
                                        Mia signora.
 Costanza
 Vedi tu questa giovane?
 Fabrizio
                                               La vedo.
 (Che ritorni a scasciarmi or or prevvedo).
 Costanza
 Ti spiaceria vederla
1410ad un altro sposata?
 Fabrizio
                                       In verità,
 sull'onor mio vel dico,
 dell'amor suo non me n'importa un fico.
 Rosina
 E a me, candidamente
 sull'onor mio, non importa niente.
 Costanza
1415Dunque se amanti siete
 perché non vi sposate? (A Rosina e Giannino)
 Rosina
                                             Perché ancora
 mi manca il mio bisogno.
 Costanza
                                                 E che vorreste?
 Rosina
 Almeno cento scudi
 per far qualche cosetta da par mio.
 Costanza
1420Se vi date la man ve li do io.
 Rosina
 Davvero?
 Giannino
                     Oh il ciel volesse!
 Costanza
                                                       Eccoli, a caso (Tira fuori una borsa)
 me li ritrovo in tasca.
 Preparati li avea per la pigione.
 (Altri sei mesi aspetterà il padrone).
1425Sposatevi e son vostri.
 Rosina
 Tu, che dici? (A Giannino)
 Giannino
                            Non ci ho difficoltà.
 Rosina
 Facciamola?
 Giannino
                          Son qui.
 Rosina
                                            Cosa sarà?
 Costanza
 Porgetevi la mano,
 facciasi il matrimonio,
1430Fabrizio servirà per testimonio.
 Giannino
 La mano. (Chiedendo la destra a Rosina)
 Rosina
                      Ecco la man.
 Giannino
                                               Sposa.
 Rosina
                                                              Marito.
 Costanza
 (Ora il sospetto mio sarà finito).
 Eccovi i cento scudi. (Dà la borsa a Rosina)
 Vieni, Fabrizio. Andiamo.
1435Caro, or ora saprai quanto ti amo. (Parte)
 Fabrizio
 Buon pro vi faccia. Vo' sperar fra poco
 far anch'io la partita a questo gioco. (Parte)