La donna di governo, Roma, Puccinelli, 1761

Vignetta Frontespizio
 SCENA V
 
 CORALLINA e RIDOLFO
 
 Corallina
70Già si sa, i servitori
 voglion sempre mangiare, oh ecco Redolfo.
 Ridolfo
 Corallina ho veduto
 vostra sorella che da qui veniva,
 niente di me ti disse?
75Lindora è una linguaccia.
 Corallina
                                                 Io non saprei,
 vivo in qualche sospetto;
 qualcun altro di voi lo stesso ha detto.
 Ridolfo
 Sono un uomo da ben, savio e onorato;
 e per la mia bontà sono invidiato.
 Corallina
80E se poi m’ingannate?
 Ridolfo
 Ben, se non vi fidate,
 se mi credete un vagabondo, addio.
 Corallina
 No no, Ridolfo mio,
 fermate, ho da parlarvi.
 Ridolfo
85Qualche cosa ho ancor io da confidarvi.
 Corallina
 Dite quel che volete,
 ora che siam fra noi.
 Ridolfo
 Prima quel che vi par ditemi voi.
 Corallina
 Del nostro matrimonio
90si avrebbe da parlar.
 Ridolfo
                                         Parliamo pure.
 Corallina
 Io, per la parte mia,
 col padron che mi crede e mi vuol bene,
 vuo facendo la dote a poco a poco
 e voi è di dovere
95che cercate di far qualche mestiere.
 Ridolfo
 Se impiegarmi potessi,
 vivrei più civilmente;
 ma il mal si è che non so far niente.
 Corallina
 Non potresti servire?
 Ridolfo
                                          Ho i miei riguardi.
100Mi alzo un pochino tardi,
 sentirmi comandare
 avvezzo non son io
 e mi piace di fare a modo mio.
 Corallina
 Qualche cosa dei far.
 Ridolfo
                                         Per qual ragione?
105Campai senza mestiere infino adesso
 e ho da temer con una moglie appresso?
 Corallina
 Briccon, che cosa credi...
 Ridolfo
                                               Eh via, ho scherzato.
 Parliam d’un’altra cosa.
 Corallina
 Un galantuom voi siete...
 Ridolfo
110Lasciamo andar. Bisogno ho di monete.
 Corallina
 Ma come! Dieci scudi
 l’altro ier non vi ho dati.
 Ridolfo
 E ben, li ho adoperati.
 Corallina
 Cosa ne avete fatto?
 Ridolfo
115Oh questa io non l’intendo,
 che abbia il conto a tener di quel ch’io spendo.
 Li ho spesi e tanto basta.
 Vado di giorno in giorno
 provedendo la casa. Ho comperato
120sei quadri, un letto, un specchio,
 una caldaia, un secchio,
 comprato ho un finimento
 per ammanire il foco.
 (Guai s’ella sa che li ho perduti al gioco).
 Corallina
125Sì, Ridolfo carissimo,
 se l’impiegate bene,
 ve ne darò degli altri.
 Ma vi prego di far sempre così.
 Ridolfo
 Datemi due zecchini.
 Corallina
                                          Eccoli qui.
130Badate ben che il diavolo
 non vi tenti giocar.
 Ridolfo
                                     Non vi è pericolo,
 ho lasciato per sempre
 faraon, la bassetta e la primiera.
 (Sì, mi voglio rifar di ieri sera).
 Corallina
135Cosa dite fra voi?
 Ridolfo
 Pensava ad un mercante.
 (Voglio mettere al fante).
 Corallina
 Guardate nei negozi
 di non restar burlato.
 Ridolfo
140Eh timore non ho di esser gabbato.
 
    Ho una testa sopraffina,
 non mi lascio trappolar.
 Dalla sera alla mattina
 sono avvezzo a trafficar.
145Per esempio a un tavolino
 il mercante sta di là
 ed io resto per di qua.
 
    E vedendo in faccia mia
 a sfogliar la mercanzia
150dico: «Cinque»... Signor no.
 Dico: «Sette». Signor no.
 «Nove, dieci»; non si può.
 Ed io chiotto me ne vo.
 Ma se poscia me la dà
155il contratto ben mi sta
 e allegria da me si fa. (Parte)