La cascina, Venezia, Geremia, 1756

Vignetta Frontespizio
 SCENA XI
 
 Cascina interna dove si lavora il cacio ed il burro.
 
 PIPPO, BERTO, poi la LENA e la CECCA, poi il CONTE
 
 Berto
 Animo, alla cascina.
 Dove siete ragazze?
 Cecca
                                       Eccoci qui.
 Lena
 Che abbiam da lavorare?
 Berto
415Il burro questa mane si ha da fare.
 Tu qui lavorerai. (Assegna il loco alla Lena)
 Tu qui, bella Cecchina.
 Noi porteremo il latte alla cascina.
 Cecca
 Stamane sono in voglia
420di faticar davvero.
 Lena
                                    Anch’io mi sento
 proprio il mio cuor contento.
 Pippo
 Anch’io vorrei...
 Lena
                                Che cosa?
 Pippo
                                                     Non so dirlo.
 Berto
 Tu potresti capirlo.
 Lena
 Andate via di qua.
 Pippo
425Berto, andiamo. Crudel!
 Berto
                                               Si cangierà. (Parte con Pippo)
 Cecca
 Hai molto duro il cor. (Alla Lena)
 Lena
                                           Lasciami fare.
 Cecca, ti vuo’ mostrare
 un cosuccio bellino.
 Cecca
 Cosa mi vuoi mostrare?
 Lena
                                              Un anellino.
 Cecca
430Bello! Chi te l’ha dato?
 Lena
 Un signor me l’ha dato.
 Cecca
                                             E perché mai?
 Lena
 Mi voleva toccare ed io gridai.
 Cecca
 Dunque te l’ha donato,
 acciocché non gridassi.
 Lena
                                            Così fu.
 Cecca
435E poi?
 Lena
                E poi non ho gridato più.
 Cecca
 Guardati, Lena mia...
 Lena
                                          Zitto, Cecchina,
 vengono con il latte. Non lo stare
 a ridir a nessun.
 Cecca
                                 Non dubitare.
 Berto (Con un vaso di latte si accosta alla Cecca)
 
    Com’è candido questo mio latte,
440candidetto è il mio core nel petto
 e vorrei che tal fosse l’affetto
 che tu nutri nel seno per me.
 
 Cecca
 
    Com’è dolce quel latte che rechi,
 è dolcissimo in seno il mio core;
445e vorrei che tal fosse l’amore
 che può Cecca sperare da te.
 
 Pippo
 
    Lena bella, l’amor che ti porto
 è più puro del latte ch’è qui;
 e tu, ingrata, mi lasci così,
450poverino, per te sospirar!
 
 Lena
 
    Questo latte, ch’è tanto bellino,
 io lo voglio qua dentro gettar;
 se tu sei come il latte bonino,
 ti vorrei con il maglio pistar.
 
 Pippo
 
455   Bel favor! Carità, se ce n’è.
 Senti tu, bell’amor che ha per me! (A Berto)
 
 Berto
 
 Lascia dir, lascia far; cangierà.
 
 Berto, Pippo a due
 
    D’una bella pastorella
 questa è troppa crudeltà.
 
 a quattro
 
460   Sento amore che nel core
 pizzicando ognior mi va.
 
 Berto, Pippo a due
 
    A prendere il latte,
 carine, si va.
 
 Lena, Cecca a due
 
    Andate, tornate,
465che il burro si fa.
 
 Berto, Pippo a due
 
    Amore nel core
 tormento mi dà. (Partono)
 
 Cecca
 
    Lena mia, lascia vedere
 l’anellin che ti han donato.
 
 Lena
 
470Ecco qui.
 
 Cecca
 
                    Chi te l’ha dato!
 
 Lena
 
 Un signore forastiere
 cavaliere che così...
 Eccolo, Cecca, eccolo qui. (Vedendo venire il conte corrono a lavorare)
 
 Cecca, Lena a due
 
    Di vederlo non mostriamo;
475seguitiamo a lavorar. (Lavorano)
 
 il Conte
 
    Chi mi dona un pocchino di latte,
 chi mi vende di voi la ricotta;
 pastorella graziosa, grassotta,
 voi potete il mio genio appagar. (Alla Cecca)
 
 Cecca
 
480Chi ne vuole l’ha ben da pagar.
 
 Lena
 
    Chi vuol latte ci porga dell’oro.
 
 il Conte
 
 Siete voi mio gradito tesoro,
 siete voi che m’invita a comprar. (Alla Lena)
 
 Cecca, Lena a due
 
 Chi ne vuole l’ha ben da pagar.
 
 il Conte
 
485   Quante volete
 gioie e monete;
 tutto potete
 belle sperar.
 
 Cecca, Lena a due
 
 (Se ci burla vogliamo provar).
 
490   Che cosa vuole? (S’accostano al conte)
 
 il Conte
 
 Quel che si puole.
 
 Cecca, Lena a due
 
 Chieda, signore.
 
 il Conte
 
 Vi chiedo il core.
 Chiedo pietà.
 
 Cecca, Lena a due
 
495Ecco i pastori
 tornano qua. (Vanno al lavoro)
 
 il Conte
 
    Mi lasciate, mi piantate?
 
 Berto, Pippo a due
 
 Qui costui che cosa fa? (In disparte veggendo il conte)
 
 il Conte
 
 Deh tornate; non usate
500meco tanta crudeltà.
 
 Berto, Pippo a due
 
 Stiamo attenti come va. (Si ritirano)
 
 Cecca
 
    Son partiti.
 
 Lena
 
                           Sono andati.
 
 a due
 
 Ritornare si potrà.
 
 il Conte
 
    Le pastorelle
505tornano qua.
 
 Lena, Cecca a due
 
    Che cosa vuole?
 
 il Conte
 
 Quel che si puole.
 
 Lena, Cecca
 
 Chieda signore.
 
 il Conte
 
 Vi chiedo il core,
510chiedo pietà.
 
 Berto, Pippo a due
 
    Altolà. (Armati con schioppo contro il conte) Via di qua.
 
 il Conte
 
                                                                                                         Per pietà. (Si raccomanda)
 
 Pippo, Berto a due
 
 Morirà, schiatterà.
 
 Cecca, Lena
 
                                     Per pietà. (Si raccomandano per il conte)
 
 Pippo, Berto a due
 
    In grazia delle belle
 graziose pastorelle
515la vita vi si dà.
 
 il Conte
 
    Vi son ben obbligato,
 pietose pastorelle.
 
 Berto, Pippo a due
 
 Andate via di qua. (Al conte)
 
 il Conte
 
    Oimè, che timore,
520mi palpita il core;
 mai più torno qua.
 
 Cecca, Lena a due
 
    Noi non lo conosciamo,
 non vi credete già.
 
 Berto, Pippo a due
 
    Ben bene, c’intendiamo,
525col tempo si saprà.
 
 Cecca, Lena a due
 
    Siete sdegnati
 con noi ancora?
 
 Berto, Pippo a due
 
 Pace per ora,
 poi si vedrà.
 
 il Conte
 
530   Pace, signori,
 per carità.
 
 tutti
 
    Viva la pace,
 pera lo sdegno,
 splenda la face
535dell’amistà.
 
    Regni l’amore
 nel nostro core,
 vada il timore
 lungi di qua.
 
 Castello nel giardino d’Amore per il ballo.
 
 Fine dell’atto primo