Il filosofo di campagna, Olmütz, Hirnle, 1761 (Il filosofo in campagna)

 SCENA X
 
 RINALDO e detti, poi LESBINA
 
 NARDO
310Che volete voi qui?
 RINALDO
                                      Con sua licenza
 alla sposa vorrei far riverenza.
 DON TRITEMIO
 Ora la chiamerò.
 NARDO
 Concludiamo le nozze.
 DON TRITEMIO
                                           Io presto fo. (Parte)
 RINALDO
 Signor mio, come è bella?
 NARDO
315La vedrai; è una stella.
 RINALDO
 È galante? E graziosa?
 NARDO
 È galante e gentile ed è amorosa.
 RINALDO
 Vi vorrà ben?
 NARDO
                            Si vede
 da un certo non so che
320che la madre sua l'ha fatta per me,
 appena ci siam visti,
 un incognito amor di simpatia
 ha messo i nostri cori in allegria.
 
    Son pien di giubilo,
325ridente ho l'animo,
 nel sen mi palpita
 brillante il cor.
 
 RINALDO
 
    Il vostro giubilo
 nelle mie viscere
330risveglia ed agita
 novello ardor.
 
 LESBINA
 
    Sposino amabile
 per voi son misera;
 mi sento mordere
335dal dio d'amor.
 
 NARDO
 
    Vieni al mio seno
 sposina mia.
 
 RINALDO
 
 Signora mia
 a voi m'inchino.
 
 A TRE
 
340Dolce destino,
 felice amor.
 
 LESBINA
 
    Parto, parto; il genitore.
 
 NARDO
 
 Perché partir?
 
 LESBINA
 
                              Il mio rossore
 non mi lascia restar qui. (Parte)
 
 NARDO
 
345   Vergognosetta
 la poveretta
 se ne fuggì.
 
 RINALDO
 
    Se fossi in lei
 non fugirei
350chi la ferì.
 
 DON TRITEMIO
 
    La ricerco e non la trovo,
 oh che smania in sen io provo,
 dove diavolo sarà?
 
 NARDO E RINALDO
 
 Ah ah ah ah. (Da sé)
 
 DON TRITEMIO
 
355Voi ridete? Come va?
 
 NARDO, RINALDO A DUE
 
 Fin adesso è stata qua.
 
 DON TRITEMIO
 
 Dove è andata?
 
 RINALDO
 
                               È andata là. (Accena dov’è entrata)
 
 DON TRITEMIO
 
 Quando è là, la trovarò
 e con me la condurrò. (Entra)
 
 NARDO
 
360   Superar il genitore
 potrà ben il suo rossore.
 
 RINALDO
 
 Non è tanto vergognoso
 il suo core collo sposo.
 
 A DUE
 
 Si confonde nel suo petto
365il rispetto coll'amor.
 
 LESBINA
 
    Presto presto sposo bello,
 via porgetemi l'anello
 che la sposa allor sarò.
 
 RINALDO
 
 Questa cosa far si può.
 
 NARDO
 
370Ecco, ecco, ve lo do. (Le dà un anello)
 
 LESBINA
 
    Torna il padre; vado via.
 
 NARDO
 
 Ma perché tal ritrosia?
 
 LESBINA
 
 Il motivo non lo so.
 
 RINALDO
 
 Dallo sposo non fugite.
 
 LESBINA
 
375Compatite... Tornerò. (Entra)
 
 NARDO, RINALDO A DUE
 
    Caso raro, caso bello,
 una sposa coll'anello
 ha rossor del genitor.
 
 DON TRITEMIO
 
    Non la trovo.
 
 NARDO, RINALDO A DUE
 
                              Ah ah ah. (Ridono)
 
 DON TRITEMIO
 
380Voi ridete?
 
 NARDO, RINALDO A DUE
 
                        È stata qua,
 collo sposo ha favellato.
 
 NARDO
 
 E l'anello già gl'ho dato.
 
 DON TRITEMIO
 
 Alla figlia?
 
 NARDO, RINALDO A DUE
 
                       Signorsì.
 
 DON TRITEMIO
 
 Alla sposa?
 
 NARDO, RINALDO A DUE
 
                        Messersì.
 
 DON TRITEMIO
 
385   Quel che è fatto fatto sia.
 
 A TRE
 
 Stiamo dunque in allegria,
 che la sposa... vergognosa
 alla fine si cangierà
 e l'amore... nel suo cuore
390con piacer trionferà.
 
 Fine dell’atto primo