Farnace, Venezia, Rossetti, 1739

Assente nell'edizione Zatta Frontespizio
 SCENA II
 
 TAMIRI con servi che portano molti preziosi doni. POMPEO col suo seguito e AQUILIO
 
 TAMIRI
 Signor, se la clemenza
 non è l'ultimo pregio
725d'un'alma grande e generosa, rendi,
 rendi un figlio innocente
 a una madre infelice e in ricompensa
 dell'eroica pietà, gradisci in dono
 questi del mio Farnace
730occultati tesori.
 Un fanciullo io ti chiedo e ti consegno
 per un fanciullo la metà d'un regno.
 POMPEO
 Donna real che in tal fortuna ancora
 degna sei di tal nome,
735l'ossequio accetto e i doni tuoi rifiuto
 che a guerreggiar non a cambiar qui venni.
 Ma perché tu conosca
 che in un petto romano
 non è l'ultima gloria, anzi la prima
740l'esser clemente, osserva
 quanto dal tuo diverso è il mio consiglio.
 Aquilio, olà, che tardi?
 Rendi a costei coi tesori il figlio.
 
    Io farò che s'oda intorno
745alla valle, alla foresta,
 quando riede il nuovo giorno
 non più flebile e funesta
 la tua voce risuonar.
 
    Non è cruda, non è avara,
750dispietata non è Roma,
 prendi pur e il nome impara
 de' Romani a venerar.