Il mondo della luna, Padova, Conzatti, 1755

 ATTO TERZO
 
 SCENA PRIMA
 
 Camera con tre sedie.
 
 LISETTA con paggi
 
 LISETTA
 Olà paggi, staffieri,
 camerieri, braccieri,
 datemi da seder. Arricordatevi
 ch’io son la monarchessa.
1130Voglio esser obbedita e rispettata
 e se farete ben, vi sarò grata.
 Ma che vedo? Son qui le mie padrone?
 Che padrone? Son io la maestà;
 mi metterò in contegno e gravità.
 
 SCENA II
 
 FLAMINIA e CLARICE e detta
 
 FLAMINIA
1135(Divertiamoci un poco). (A Clarice)
 CLARICE
                                                (È tanto sciocca
 che il sognato piacer si gode in pace).
 FLAMINIA
 (Facilmente si crede a quel che piace).
 LISETTA
 (Che dicono? Che fanno?
 All’uso femminil mormoreranno).
 FLAMINIA
1140Signora, mi consolo
 della vostra fortuna.
 LISETTA
                                       Vi ringrazio.
 CLARICE
 Me ne consolo anch’io.
 Viva vostra maestà.
 LISETTA
                                       Ragazze, addio.
 Come vi piace il mondo della luna?
 FLAMINIA
1145È bello, è bello assai.
 LISETTA
                                        Sediamo un poco.
 CLARICE
 Lei ci fa tropp’onore.
 LISETTA
 Sì sì, vi voglio far questo favore.
 FLAMINIA
 (È ridicola invero).
 CLARICE
                                      (Io me la godo).
 Mi favorisca, lei
1150è proveduta ancor di cicisbei?
 LISETTA
 Oh che diamine dite?
 Oggi ho preso marito.
 FLAMINIA
 Quest’è comune usanza;
 e saria il non averlo una increanza.
 LISETTA
1155Ma il marito?
 CLARICE
                            Il marito,
 fra i lunatici umori il più corrente,
 trova egli stesso il cavalier servente. (Via)
 
 SCENA III
 
 FLAMINIA e LISETTA
 
 FLAMINIA
 Possibile, o Lisetta,
 che ti lasci acciecar dall’ambizione?
1160E non vedi che questa è una illusione?
 LISETTA
 Olà, come parlate? (Si alza)
 FLAMINIA
 Si fan delle risate
 a causa della sua sciocca credenza.
 LISETTA
 Cos’è questa insolenza?
 FLAMINIA
1165Il lunatico impero
 terminerà in fischiate.
 LISETTA
 Io sono imperatrice e voi crepate.
 
    Se hai vago il sembiante,
 le luci serene,
1170non esser ingrata
 con tanto rigor.
 
    Son troppe le pene
 dell’alma agitata,
 del povero cor.
 
 SCENA IV
 
 LISETTA solo
 
 LISETTA
1175Oh guardate, garbata signorina!
 Con me che son regina e monarchessa
 voler venir a far la dottoressa?
 Ma purtroppo è così. Quando si dona
 a certa gente bassa
1180un po’ di confidenza,
 convien sempre temer qualche insolenza.
 
    Quando si trovano
 le basse femmine,
 dicono, parlano
1185sempre così.
 
    «Ehi non sapete?
 Nina l’ha fatta».
 «Che cosa dite?»
 «Lilla fuggì».
 
1190   Le triste femmine
 sono così.
 
 SCENA V
 
 Sala e trono.
 
 ECCLITICO, BONAFEDE, CECCO, ERNESTO e seguito
 
 CECCO
 Uomo sublunare,
 in questo nostro mondo
 le figlie, quando sono da marito,
1195si maritano tosto e non si aspetta,
 come talor nel vostro mondo usate,
 che le femmine sian quasi invecchiate.
 BONAFEDE
 Eh signor, le mie figlie
 son pure ed innocenti.
 CECCO
                                            E pur si dice
1200che le femmine vostre
 nascon laggiù colla malizia in corpo.
 ECCLITICO
 È vero, dite bene;
 appena una ragazza sa parlare,
 principia a ricercare
1205cosa vuol dir sta cosa e poi quest’altra
 e con il praticar diventa scaltra.
 Le fanciulle alla moda
 sanno dove che il diavolo ha la coda.
 BONAFEDE
 Ma Flaminia non sa, non sa Clarice
1210distinguer dalla rapa la radice.
 CECCO
 Orsù, se queste figlie
 hanno da star quassù,
 maritarle conviene,
 altrimenti così non stanno bene.
 BONAFEDE
1215Io mi rimetto a quello che farà
 vostra più che lunare maestà.
 ECCLITICO
 Ecco viene Flaminia, ecco Clarice,
 corteggiando la nostra imperatrice.
 
 SCENA ULTIMA
 
 Tutti
 
 LISETTA
 Brave, brave, ragazze, mi piacete.
1220Se voi mi servirete,
 la mancia vi darò
 e quanto prima vi mariterò.
 CECCO
 Sposa, venite in trono,
 se vostro sposo io sono,
1225vo’ che siam promotori e testimoni
 di due altri felici matrimoni. (Va in trono con Lisetta)
 Espero, a voi destino (Ad Ernesto)
 Flaminia per consorte.
 La prenderete voi?
 ERNESTO
                                      Sì, mio signore,
1230lieto la sposerò con tutto il core.
 CECCO
 E voi, Flaminia bella,
 siete di ciò contenta?
 FLAMINIA
                                         Contentissima.
 ERNESTO
 Sposa mia dilettissima.
 FLAMINIA
 Adorato consorte.
 A DUE
1235Oh felice momento! Oh lieta sorte!
 BONAFEDE
 Oh figlia, oh sangue mio,
 nel vederti gioir giubilo anch’io.
 CECCO
 Ecclitico, a voi tocca
 render lieta e felice
1240con i vostri sponsali anco Clarice.
 ECCLITICO
 Eccomi, pronto io sono
 e della destra sua sospiro il dono.
 CECCO
 Clarice il prenderete?
 CLARICE
                                           E perché no?
 Anzi con tutto il cor lo prenderò.
 ECCLITICO
1245Ecco la mano.
 CLARICE
                            E con la mano il core.
 A DUE
 Oh felice fortuna! O lieto amore!
 BONAFEDE
 Cara la mia figliuola,
 il vederti contenta mi consola.
 CECCO
 Bonafede, che dite?
1250Siete di ciò contento?
 BONAFEDE
                                          Anzi ho piacere
 che sian le mie figliuole maritate.
 CECCO
 Voi stesso l’approvate?
 BONAFEDE
                                            Signorsì...
 CECCO
 Quando dunque è così,
 per maggior sussistenza
1255del loro matrimonio,
 acciò non si rendesse un giorno vano,
 congiungetele voi di vostra mano.
 BONAFEDE
 Sì signor, dite bene;
 questa funzione al genitor conviene.
 
1260   Qua la mano, qua la mano,
 vi congiungo e sposi siete.
 State uniti, se potete;
 fra voialtri non gridate
 e al dovere non mancate
1265della vostra fedeltà.
 
 CECCO
 Orsù tutto è finito. (S’alza)
 Son fatti i matrimoni.
 Bonafede è contento,
 voi siete sodisfatti,
1270ognun vada a goder la sua fortuna.
 E bisogno non v’è più d’altra luna.
 ECCLITICO
 Sì sì, voi dite bene.
 Or che siam maritati,
 or ch’è ognuno di noi lieto e giocondo,
1275tornar tutti potiam al nostro mondo.
 ERNESTO
 Al mondo ritorniamo
 e grazie a Bonafede noi rendiamo.
 BONAFEDE
 Come? Che cosa dite?
 Intendervi non so.
 CECCO
1280Meglio dunque con voi mi spiegherò.
 TUTTI
 
    Questo è quello che succede
 a chi vuol cambiar fortuna.
 Tutto spera e tutto crede
 nelle stelle e nella luna;
1285ma alla fin si pentirà
 chi lunatico sarà.
 
 Fine del dramma