Il mondo della luna, Londra, Woodfall, 1760

 ATTO TERZO
 
 SCENA PRIMA
 
 Camera.
 
 ERNESTO e FLAMINIA
 
 ERNESTO
 Ecco vicina, o cara,
 la sospirata meta
 de’ miei desiri. In breve,
 Flaminia, sarai mia.
 FLAMINIA
                                        Tutto il contento,
935e tu creder mi puoi, nel core io sento;
 ma un rimorso crudele
 funesta il mio piacer. L’orrida frode
 contro del padre al mio pensier s’affaccia
 e mi sgrida e minaccia.
 ERNESTO
                                             Eh, dal tuo core
940allontana un timore
 che nulla può; placato
 il genitor sarà.
 FLAMINIA
                              Con questa speme
 l’alma mia si rinfranca e più non teme.
 
    A te, mio ben che adoro,
945mancar non vo’ di fede,
 donar giurai mercede,
 costanza e fedeltà. (Parte)
 
 ERNESTO
 Più felice di me chi può vantarsi?
 Io nel primiero istante
950che mi conobbi amante
 palesai del mio petto il vivo ardore
 ed ottenni pietà, fede ed amore.
 
    La mia sperata
 sorte felice
955mi vuol contento
 né più tormento
 in mezzo al petto
 mi fa provar.
 
 SCENA II
 
 Sala con trono.
 
 CECCO servito di braccio da BUONAFEDE e da ECLITTICO, dopo LISETTA corteggiata da FLAMINIA e da CLARICE e da ERNESTO con seguito
 
 CECCO
 Olà, paggi, staffieri,
960camerieri, braccieri,
 conducetemi in trono; e ricordatevi
 che io son l’imperatore;
 voglio essere ubbidito e rispettato;
 e se farete ben vi sarò grato. (Va in trono servito da Buonafede e da Eclittico)
 BUONAFEDE
965Tutto farò per renderlo servito.
 ECLITTICO
 Sarà mia cura far che sia ubbidito. (Riverenze)
 LISETTA
 (Seguitate il mio dire e non temete).
 Brave, brave, ragazze, mi piacete;
 se voi mi servirete,
970la mancia vi darò
 e quanto prima vi mariterò.
 CECCO
 Sposa, venite in trono. (Va in trono servita da Flaminia e da Clarice)
 Vo’ che siam promotori e testimoni
 di due altri felici matrimoni.
975Espero, a voi destino
 Flaminia per consorte;
 la prenderete voi?
 ERNESTO
                                    Sì, mio signore;
 lieto la sposerò con tutto il core.
 LISETTA
 E voi, Flaminia bella,
980siete di ciò contenta?
 FLAMINIA
                                         Contentissima. (Si danno la mano)
 ERNESTO
 Sposa mia dilettissima.
 FLAMINIA
 Adorato consorte.
 A DUE
 Oh felice momento! Oh lieta sorte!
 BUONAFEDE
 Oh figlia! Oh sangue mio!
985Nel vederti gioir, giubilo anche io. (Abbraccia Flaminia)
 CECCO
 Sposa, disponete Clarice
 ora a chi più vi piace.
 LISETTA
 Eclittico, a voi tocca
 render lieta e felice
990con i vostri sponsali ancor Clarice.
 ECLITTICO
 Eccomi, pronto io sono;
 e della destra sua sospiro il dono.
 LISETTA
 Clarice, il prenderete?
 CLARICE
                                            E perché no?
 Anzi con tutto il cor lo prenderò.
 ECLITTICO
995Ecco la mano e con la mano il core. (Si danno la mano)
 A DUE
 Oh felice fortuna! Oh lieto amore!
 BUONAFEDE
 Cara la mia figliuola,
 nel vederti contenta mi consola. (Abbraccia Clarice)
 LISETTA
 (Caro Cecchino, gliel’abbiam ficcata). (Ridendo)
 CECCO
1000(Meglio non puole andar di quel che è andata).
 LISETTA
 (Gliene vo’ fare un’altra). Andate, o sposi.
 È tempo già di contemplar dappresso
 le lunatiche sfere;
 e faccia l’uno all’altra da bracciere. (Flaminia, Clarice, Ernesto ed Eclittico partono)
 CECCO
1005Buonafede, che dite?
 Siete di ciò contento?
 BUONAFEDE
                                          Anzi ho piacere
 che sian le mie figliuole maritate.
 LISETTA
 Ho caro che voi stesso l’approvate.
 Adesso, affinché tutti sien contenti,
1010scieglietevi una sposa a vostro gusto.
 CECCO
 Il comando imperiale è molto giusto.
 LISETTA
 
    Grandi amici vi farete
 bella moglie se prendete;
 non è vero? Sì signor;
1015buoni amici e forse più.
 
 CECCO
 
    Quando siete maritato,
 un amico sviscerato
 vi sarò; e ancor di più
 buon amico e protettor.
 
 LISETTA
 
1020   Più buon sposin...
 
 CECCO
 
 Più buon sposon...
 
 A DUE
 
 Non fu, non v’è.
 
 LISETTA
 
    Chi più felice!
 
 CECCO
 
 Chi più contento!
 
 LISETTA
 
1025Sarà di voi?
 
 CECCO
 
 Di voi sarà?
 
 LISETTA
 
 Lalara lalara la.
 
 CECCO
 
 Zuruzu zuruzu zu.
 
 SCENA III
 
 BUONAFEDE
 
 BUONAFEDE
 Vado in questo momento
1030una sposa a cercar. Ma dove averla
 come la mia Lisetta?
 Di buon cuor, di giudizio e graziosetta?
 Difficile sarà. Pur ne voglio una
 e l’averò nel mondo della luna.
1035Ognun qui fa all’amor. Aman le belve,
 amano i pesci ed amano gli augelli,
 le pecore e gli agnelli,
 amano i cani e i gatti;
 e quei che amar non san, son tutti matti.
 
1040   Quando gli augelli cantano,
 amor gli fa cantar;
 e quando i pesci guizzano,
 amor gli fa guizzar.
 
    La pecora, la tortora,
1045la passera, la lodola
 amor fa giubilar.
 Oh che piacere amabile!
 Oh che gustoso amar!
 
 SCENA IV
 
 CLARICE, poi ECLITTICO
 
 CLARICE
 Oh che tormento è l’aspettar! Eclittico,
1050guardo qua, guardo là, non vedo ancora.
 Quanto tarda a venir! Eccolo qui. (Impaziente per la scena)
 ECLITTICO
 Mi seconda la sorte in questo dì. (Correndo allegramente)
 CLARICE
 Cosa è, mio dolce amore?
 ECLITTICO
 Le nozze ha confermato il genitore.
1055V’è cara questa nuova?
 CLARICE
                                             Anzi carissima.
 ECLITTICO
 Mi sarete fedele?
 CLARICE
                                   Fedelissima.
 ECLITTICO
 Sarete tutta mia?
 CLARICE
 Alla larga in amor la compagnia.
 ECLITTICO
 Voi m’avete però fatto arrabbiare.
 CLARICE
1060Sì, rabbiosa non son quanto vi pare.
 Sol per divertimento
 mi volli un po’ spassar per un momento.
 ECLITTICO
 Benissimo. L’amor anco il più puro
 diventa più bellin col chiaroscuro.
 CLARICE
1065Fra gli amanti, si sa, che una dosetta
 di rigor mescolata a’ dolci vezzi
 fa che l’un l’altro sempre più s’apprezzi.
 Siete tanto carino...
 ECLITTICO
 Sì bello è quel visino...
 CLARICE
1070Che v’amo.
 ECLITTICO
                        Che v’adoro.
 CLARICE
 Un marito
                       fedele è un gran tesoro.
 ECLITTICO
 Una moglie
 
    Vita mia, mio bel tesoro,
 per te smanio, per te moro.
 
 CLARICE
 
 Idol mio, mio dolce amore,
1075per te in sen mi brucia il core.
 
 ECLITTICO
 
 Fammi un vezzo.
 
 CLARICE
 
                                  Io non ne so.
 Fallo tu.
 
 ECLITTICO
 
                  T’insegnerò.
 
    Cara, cara, cara, cara.
 
 CLARICE
 
 Bello, bello, bello, bello.
 
 A DUE
 
1080Ahi, che amor con un martello
 mi fracassa in petto il cor.
 
 SCENA ULTIMA
 
 Sala con trono.
 
 LISETTA e BUONAFEDE, dopo CECCO collo scettro in mano e tutti gli attori ed il seguito.
 
 LISETTA
 Sì, vi dico; scieglietevi una sposa;
 non voglio che restiate in questo stato.
 BUONAFEDE
 È meglio sol che male accompagnato.
 LISETTA
1085E volete ostinarvi a restar senza?
 BUONAFEDE
 Bisogna aver pazienza,
 finché un’altra a mio genio ne ritrovo.
 LISETTA
 (A burlarmi di lui piacere io provo).
 Ma come la bramate?
 BUONAFEDE
                                          Per esempio,
1090che fosse come vostra maestà
 ma che avesse un po’ più di carità.
 LISETTA
 (Me lo godo da ver).
 BUONAFEDE
                                        Mi dica, lei
 è proveduta ancor di cicisbei?
 LISETTA
 Oh che diamine dite!
1095Oggi ho preso marito.
 BUONAFEDE
                                           E cosa importa?
 Comanda della luna il galateo
 che s’abbia il dì di nozze il cicisbeo.
 LISETTA
 C’è tempo ancor, c’è tempo.
 BUONAFEDE
                                                     Orsù, facciamo
 dunque all’usanza; e a amarci seguitiamo.
 LISETTA
1100Prima che io possa il mio pensier spiegarvi,
 voglio di dentro e fuori esaminarvi. (Buonafede con caricatura si gira e si raggira intorno a Lisetta e finisce con una riverenza)
 BUONAFEDE
 Eccomi qui; osservate,
 vedete per minuto, esaminate
 e concludete poi
1105se vi pare che io sia degno di voi.
 LISETTA
 (Sempre mi par più matto).
 BUONAFEDE
                                                      E ben, che dite?
 LISETTA
 Che ad amarvi il mio cor non è lontano.
 BUONAFEDE
 Con sua licenza; vo’ baciar la mano.
 LISETTA
 (Seguo a scherzar). Ah, che io già sento, o caro,
1110che di questo mio cor voi fate strazio.
 (Le chiacchiere di già non pagan dazio).
 BUONAFEDE
 Oh bella monarchessa! Oh mia Lisetta! (Mentre Buonafede le bacia la mano e dopo l’abbraccia, Cecco con tutti gli attori compariscono ed osservano; e mentre Buonafede e Lisetta restano abbracciati, Cecco entra in mezzo e minaccia Buonafede collo scettro, il quale si raggruppa tutto e bel bello si ritira in disparte mortificato. Il resto della scena è tutto con forza e con sdegno)
 CECCO
 Va’, che ti fo del capo una polpetta.
 Cosa è questa insolenza!
1115Temerario, briccon! Che impertinenza!
 BUONAFEDE
 (Per parlar non ho voce;
 entrerei, se potessi, in una noce).
 CECCO
 E voi, signora maestà?
 LISETTA
                                            Cosa è?
 Oh questa è bella affé!
1120Di che mai vi dolete?
 CECCO
                                          Di quel vostro
 far carezze ora a questo ed ora a quello
 e di far la graziosa ad ogni bello.
 LISETTA
 (Mi comincia a montar la mosca al naso,
 se non si quieta, arriverà un bel caso).
 CECCO
1125Io pretendo da voi...
 LISETTA
                                        Che pretendete?
 Meco, se nol sapete,
 gli uomini a dir «pretendo» non sono usi;
 e paura non ho di brutti musi.
 CECCO
 Dunque...
 LISETTA
                      Tacete.
 CECCO
                                      Dunque,
1130se vi prega qualcun, cuor non avete
 di dire: «Signor no».
 LISETTA
 Il vero genio mio vi spiegherò. (Con gravità)
 Sturate ben le orecchie. Io voglio gli uomini,
 e voi sarete il primo,
1135trattar con crudeltà. Voglio vedergli (Con forza)
 piangere, sospirare,
 fremere, delirare;
 vo’ comandare altera,
 vo’ minacciar severa,
1140difendere, proteggere,
 decidere, correggere;
 e vo’, dopo un servizio e lungo e amaro,
 che un leggiero piacer mi paghin caro.
 
    Se gli uomini sospirano,
1145che cosa importa a me?
 Che pianghino, che crepino;
 ma vo’ che stian lì.
 Anch’essi, se potessero,
 con noi farian così. (In atto di partire Cecco l’arresta)
 
 CECCO
1150Fermatevi un tantin per carità.
 Quando è così, signora maestà,
 è troppa crudeltà.
 Se vi deve il marito star di sotto,
 m’è toccato con voi un brutto lotto.
 ECLITTICO
1155Deh finiamo una volta questo imbroglio;
 la cosa come sta spiegare io voglio.
 CECCO
 Tacete; tocca a me. Di quel che è stato,
 dite su, Buonafede, un’altra volta,
 siete contento veramente?
 BUONAFEDE
                                                   Ho detto (Tremante)
1160maestà, già di sì.
 CECCO
 Siete contenti voi?
 FLAMINIA, ERNESTO, CLARICE, ECLITTICO
                                     Maestà sì.
 CECCO
 Dunque goda ciascun la sua fortuna;
 e qui finisca Il mondo della luna.
 BUONAFEDE
 Come! Che cosa dite?
1165Intendervi non so.
 CECCO
 Meglio dunque con voi mi spiegherò.
 
 Coro
 
 CECCO
 
    Signor mio caro,
 abbiam scherzato;
 che è stato è stato
1170né più alla luna
 s’ha da pensar. (Ridendo)
 
 ECLITTICO
 
    Sior Buonafede,
 ci conoscete,
 ora potete
1175a casa vostra
 pian pian tornar. (Burlando)
 
 BUONAFEDE
 
    Come! Furfanti,
 or v’ho capito. (A tutti)
 Ah, canocchiale,
1180tu m’hai tradito,
 ti vo’ ammazzar. (Si avventa contro Eclittico)
 
 ECLITTICO
 
    Piano, bel bello;
 ah che il cervello
 ti vo’ spaccar. (Strappa lo scettro di mano a Cecco e minaccia Buonafede)
 
 A CINQUE
 
1185   Tacete, fermate
 non state a gridar. (Tentando di spartirgli)
 
 BUONAFEDE, ECLITTICO
 
 Lasciatemi far. (Facendo forza di scappar)
 
 ECLITTICO
 
    T’uccido.
 
 BUONAFEDE
 
                       T’ammazzo.
 
 A CINQUE
 
 Non fate schiamazzo.
1190In pace verace
 potreste tornar.
 
 BUONAFEDE, ECLITTICO
 
 È vero, sì sì.
 
 A SETTE
 
 È meglio così.
 
 ECLITTICO
 
    Ah, suocero caro...
 
 BUONAFEDE
 
1195Ah genero amaro...
 
 ECLITTICO
 
 V’abbraccio, vi bacio.
 
 BUONAFEDE
 
 Vi stringo, non fingo.
 
 A DUE
 
 Vi vo’ sempre amar.
 
 A SETTE
 
    Via, che la vada.
1200Questa è la strada
 di sollazzar,
 mai più scompigli,
 mai più bisbigli,
 questa è la strada
1205di sollazzar.
 
 Fine