Il mondo della luna, Londra, Woodfall, 1760

 ATTO SECONDO
 
 SCENA PRIMA
 
 Giardino delizioso in casa d’Eclittico, raffigurato nel mondo della luna, ove si rappresentano alcune stravaganze per deludere Buonafede.
 
 BUONAFEDE che dorme sopra un letto di fiori. ECLITTICO travestito con abito capriccioso e LISETTA
 
 LISETTA
445Che cose di stupor voi mi narrate?
 Ma Cecchino sarà poi mio consorte?
 ECLITTICO
 Sì, di Flaminia sarà sposo Ernesto;
 io sposerò Clarice;
 oggi ciascun di noi sarà felice.
 LISETTA
450Ma che dovrò io fare?
 ECLITTICO
 Ponetevi ancor voi in questo loco;
 fingete di dormire.
 Ecco qui Buonafede; egli ancor dorme;
 or tempo è di svegliarlo.
455Con questo sal volatile
 sciogliendo i spirti che fissati ha l’opio,
 in sé ritornerà. (Gli pone una bottiglietta sotto le narici)
 LISETTA
 Ed io per esser pronta
 a sostener di far la mia figura
460vado a fare la mia caricatura. (Lisetta va a dormire)
 BUONAFEDE
 Flaminia.
 ECLITTICO
                     Ei chiama la figliuola.
 BUONAFEDE
 Ehi, Clarice, Lisetta.
 ECLITTICO
 Ora si va svegliando.
 BUONAFEDE
                                         Ehi, dove sono?
 Olà, chi siete?
 ECLITTICO
                             Oh bella!
465Che non mi conoscete?
 Non ravvisate Eclittico?
 BUONAFEDE
 Sì, ma dove siam noi?
 ECLITTICO
 Dove la sorte tutti i beni aduna,
 nel bellissimo mondo della luna.
 BUONAFEDE
470Ehi mi burlate...
 ECLITTICO
                                 E non vi ricordate
 che abbiamo fatto per venir qua su?
 E poi non v’accorgete
 dallo splendor che fa più bello il giorno?
 Dall’aria salutar che spira intorno?
 BUONAFEDE
475È vero; oh che bel giorno!
 Oh che aria dolcissima e soave!
 ECLITTICO
 Udite il dolce canto
 degli augellin canori.
 BUONAFEDE
                                         Oh, che contento!
 Son fuor di me; non so dove mi sia.
 ECLITTICO
480Udite l’armonia
 che esce dagli arboscelli
 agitati da dolci venticelli. (Si sente un concertino che imita il canto degli uccelli)
 BUONAFEDE
 Bravi, bravi, bravissimi.
 Gli alberi in questo mondo
485suonan meglio de’ nostri suonatori.
 ECLITTICO
 Or vedrete ballar ninfe e pastori.
 BUONAFEDE
 Oh che ninfe gentili! Oh che fortuna!
 Oh benedetto il mondo della luna! (Concerto di ballerini che intrecciano una danza intorno a Buonafede)
 
    Che mondo amabile,
490che impareggiabile
 felicità!
 
    Gli alberi suonano,
 gli augelli cantano,
 le ninfe ballano,
495gli ecchi rispondono,
 tutto è godibile,
 tutto è beltà.
 
    Che mondo amabile,
 che impareggiabile
500felicità!
 
 SCENA II
 
 ERNESTO e FLAMINIA
 
 ERNESTO
 Vedeste Buonafede?
 In questo giardin crede
 di goder la fortuna
 di trovarsi nel mondo della luna.
 FLAMINIA
505Sembra il ciel secondar la nostra frode;
 ma temo alfin che il padre
 non discopra l’inganno.
 ERNESTO
                                             Eh, non temete,
 or or nella gran sala dell’astrologo
 farem ch’ei creda sempre più. Son certo
510che ancor voi riderete,
 quando tutto in disparte osserverete.
 FLAMINIA
 Lo voglia il ciel! Ma il genitor ritorna;
 ed Eclittico è seco.
 ERNESTO
                                    Andiam, mia vita,
 al destinato loco;
515quanto bramiamo goderem fra poco.
 FLAMINIA
 Mi sento consolar. Voi siete, Ernesto,
 l’unico mio contento;
 e tutta per voi sol strugger mi sento.
 ERNESTO
 
    Quel labbro adorato
520m’è grato, m’accende,
 se vita mi rende,
 se morte mi dà. (Partono insieme)
 
 SCENA III
 
 BUONAFEDE, ECLITTICO, poi LISETTA
 
 BUONAFEDE
 Ma sa l’imperatore
 che io qua sono arrivato?
 ECLITTICO
525L’ho di tutto informato.
 BUONAFEDE
 E delle mie figliuole e della serva?
 ECLITTICO
 Siete in parte servito. Già Lisetta
 è stata da una nuvola elevata
 ed in questo bel mondo trasportata.
 BUONAFEDE
530Ma ditemi, dov’è Lisetta adesso?
 ECLITTICO
 Vedete là che dorme.
 BUONAFEDE
                                         Oh, poverina!
 Dormi, dormi, mia bella colombina.
 ECLITTICO
 Le vostre figlie poi
 in breve arriveranno ancor fra noi,
535mentre le nostre donne
 hanno ius particolar a questo impero,
 perché va colla luna il lor pensiero. (Parte)
 BUONAFEDE
 Parmi che dica il vero; anzi Lisetta
 ora è meco amorosa, or sdegnosetta.
540Ma eccola, si sveglia.
 LISETTA
 Ohimè! Dove mi trovo?
 Dormo? Sogno? Vaneggio?
 Ohimè! Resto incantata.
 BUONAFEDE
 Lisetta, ben rivata.
545Vedi, sei qui con noi;
 fortunata da ver chiamar ti puoi.
 LISETTA
 Ma dove siam?
 BUONAFEDE
                               Nel mondo della luna.
 LISETTA
 Mi volete burlar.
 BUONAFEDE
                                  No, te lo giuro;
 questo è il mondo lunar, te lo assicuro.
 LISETTA
550Ma qui che far dovrò?
 BUONAFEDE
 Quello che devi far t’insegnerò.
 Tu devi voler bene al tuo padrone.
 LISETTA
 E non altro?
 BUONAFEDE
                          Tu devi
 fargli qualche carezza.
 LISETTA
555Lo sapete, signor, non sono avvezza.
 BUONAFEDE
 Credi forse che quivi
 si faccian le carezze
 colla malizia che si fan da noi?
 Qui ognuno si vuol ben con innocenza
560e sbandita è qua su la maldicenza.
 LISETTA
 (Quanto crede costui!)
 Oh, se fosse così, saria pur bello
 questo mondo lunar.
 BUONAFEDE
                                         Credilo, è tale.
 LISETTA
 Questo mi piace assai.
 BUONAFEDE
                                            Vien qua, Lisetta.
565Dammi la tua manina.
 LISETTA
                                            Oh, signor no.
 BUONAFEDE
 Perché!
 LISETTA
                  Perché non so
 se nel vostro operar vi sia tristizia.
 BUONAFEDE
 Oh, qui tutto si fa senza malizia.
 LISETTA
 Quando è così, prendete.
 BUONAFEDE
                                                Oh, cara mano.
 LISETTA
570Piano, signore, piano.
 Voi me l’avete stretta sì furioso
 che mi parete alquanto malizioso.
 BUONAFEDE
 Io sono innocentino,
 credi, Lisetta mia, come un bambino.
 LISETTA
575Oh caro bambinello!
 (Egli è tanto innocente, quanto è bello).
 BUONAFEDE
 Che dite, che io son bello?
 LISETTA
                                                  Signorsì.
 BUONAFEDE
 Quando lo dite voi, sarà così.
 LISETTA
 (È pazzo più che mai).
 BUONAFEDE
580Via, Lisettina mia,
 datemi un abbraccino.
 LISETTA
                                            Oh questo no.
 BUONAFEDE
 Senza malizia già v’abbraccierò.
 LISETTA
 Quando fosse così...
 BUONAFEDE
                                       Così sarà.
 LISETTA
 Non mi fido.
 BUONAFEDE
                           Pietà.
 LISETTA
585Se pietà mi chiedete,
 malizioso voi siete.
 BUONAFEDE
 Ah, malizia non ho.
 LISETTA
 Ma cosa è quel sospiro?
 BUONAFEDE
                                              Io non lo so.
 
    Non è ver, non ho malizia,
590semplicino è questo cor.
 
 LISETTA
 
    Siete pieno di malizia,
 siete un vero ingannator.
 
 BUONAFEDE
 
    Tu sei quella Lisa bella
 che mi fai provar amor.
 
 A DUE
 
595   Mio tesoro, ahi che moro,
 se non hai di me pietà!
 
 LISETTA
 
    Sei fedele?
 
 BUONAFEDE
 
                           Sei crudele?
 
 LISETTA
 
 Quell’occhietto dice sì.
 
 BUONAFEDE
 
 Quel labbretto dice no.
 
 LISETTA
 
600Vuoi amarmi? Dice sì.
 
 BUONAFEDE
 
 Sei sdegnata? Dice no.
 
 LISETTA
 
 Vuoi lasciarmi? Dice no.
 
 BUONAFEDE
 
 Sei placata? Dice sì.
 
 A DUE
 
    Quel risetto mi consola
605e una dolce tua parola
 rasserena il mio dolore,
 fa il mio core giubilar.
 
 SCENA IV
 
 Cortile.
 
 ECLITTICO ridendo da una parte, poi CLARICE dall’altra
 
 ECLITTICO
 Viva l’astrologia! Di Buonafede
 chi ha visto un più animale?
610Viva il mondo lunar e il canocchiale! (Ride)
 CLARICE
 (Ecco Eclittico allegro. Io voglio un poco
 prendermi d’esso gioco).
 ECLITTICO
 Non posso più tenermi dalle risa. (Ride più forte)
 CLARICE
 Cosa è questa allegria?
 ECLITTICO
615Andiamo, anima mia;
 le machine son pronte
 per presentarvi al vostro genitore.
 Andiamo; e tutti riderem di cuore.
 Voi sola ora s’aspetta.
 CLARICE
620Sior Eclittico, avete una gran fretta.
 ECLITTICO
 Ohimè! Nel vostro viso
 veder non parmi il bel sereno usato.
 CLARICE
 Ancor voi mi parete un po’ insensato.
 ECLITTICO
 Come! Forse ho perduto
625del vostro cuore il prezioso acquisto?
 CLARICE
 (Se la dura un tantin, più non resisto).
 V’amo; vel dissi già.
 ECLITTICO
                                        Dunque gradite
 che un bacio rispettoso
 sulle guancie adorate... (Tenta d’abbracciarla; e Clarice si ritira)
 CLARICE
630Oh, questo, signor no; non lo sperate.
 ECLITTICO
 Ma perché mai? Perché?
 CLARICE
 Queste grazie da me
 non s’hanno tutti i dì né facilmente.
 ECLITTICO
 Eh, permettete.
 CLARICE
                                Indietro, impertinente. (Tenta con più forza; e Clarice lo rispinge)
 ECLITTICO
635Un bacio ricusate?
 CLARICE
 Partite via di qua, voi m’insultate.
 ECLITTICO
 Pietà, mio ben.
 CLARICE
                               Giù quelle mani, olà.
 Un po’ più di rispetto e civiltà. (La vuole effettivamente abbracciare; e Clarice lo rispinge con violenza)
 
    Alla larga, alla larga, signore,
640io non vo’ che nessuno mi tocchi.
 Ah purtroppo, purtroppo quegli occhi
 m’hanno fatto una piaga nel cor.
 Ahi misera me! Amor mi ferì.
 Rimedio non c’è. Vi basti così.
 
645   No, vi dico, non vo’ che l’affetto
 tradisca il rispetto che vuol l’onestà;
 cessate, lasciate, così non si fa.
 
 SCENA V
 
 ECLITTICO
 
 ECLITTICO
 Tanto fracasso per un bacio! Io mai
 vidi donna gentile in verde età
650che si faccia pregar come ella fa.
 Io non so che mi dir. Più che ci penso,
 l’intendo meno. Io non credea sì presto
 di Clarice soffrir sì gran capriccio.
 Oh, amore! Tu sei pure un bell’impiccio!
655Consigliami un tantin; che devo fare?
 Andarla a ritrovare. Anche io lo so.
 Con Buonafede poi come farò?
 M’aspetta impaziente. Io devo il lazzo
 compire in questo istante. Oh, confusione!
660Se vo qua, se vo là, temo uno scoglio.
 Mescolarsi con donne, oh grande imbroglio!
 
    Son appunto un pastorello
 dentro un’orrida boscaglia,
 la gramaglia e le ombre nere,
665gli orsi, i lupi e le pantere;
 il timor, cioè la paura,
 poverello, miserello,
 palpitando il cor mi va.
 
    Chi mi aita e mi assicura?
670Vado, resto, torno, giro,
 guardo, miro,
 che far debbo? E che sarà?
 
 SCENA VI
 
 Gran sala con trono capriccioso.
 
 CECCO vestito da imperatore della luna, ERNESTO vestito alla lunare con stella in fronte. Seguito di gente lunare. Poi ECLITTICO, BUONAFEDE e LISETTA
 
 ERNESTO
 Cecco, falla pulita,
 vedi là Buonafede con Lisetta.
 CECCO
675Pronto sarò per far quanto s’aspetta.
 ECLITTICO
 Vedete; ecco già preparato,
 per darci udienza il tutto è apparecchiato.
 BUONAFEDE
 Come avrò a contenermi?
 Quante gran riverenze avrò da fare?
 ECLITTICO
680Dovete quel che fo solo imitare.
 LISETTA
 Andiam; non vedo l’ora di vederlo. (Eclittico fa delle riverenze caricate, le quali sono comicamente imitate da Buonafede, Eclittico e Lisetta se ne burlano)
 BUONAFEDE
 Umilmente m’inchino
 a vostra maestà.
 LISETTA
 Anche io serva gli sono.
 CECCO
685E chi mai siete voi
 che indrizza i suoi saluti
 alla maestà nostra e non a noi?
 BUONAFEDE
 Perdoni; io fo all’usanza
 del mondo sullunar dove son nato.
 CECCO
690Delle vostre pazzie sono informato.
 BUONAFEDE
 Dite ben; ma che vedo!
 Quivi il signor Ernesto?
 ERNESTO
                                              V’ingannate.
 Io stella sono ed Espero mi chiamo.
 BUONAFEDE
 Io non so che mi dire.
 ERNESTO
                                           Or che vi pare?
695Vi piace il nostro mondo?
 BUONAFEDE
                                                 In fede mia,
 a chi un mondo sì bel non piaceria?
 Ma per esser contento
 una grazia, signor, ancor vi chiedo.
 CECCO
 Chiedete pur, che tutto vi concedo.
 BUONAFEDE
700Ho due figlie...
 CECCO
                              V’ho inteso,
 io le farò venir ma con un patto,
 che vo’ senza recarvi dispiacere
 maritarle tra noi a mio piacere.
 BUONAFEDE
 Signora maestà, lei mi fa onore
705e degno non sono io di tal favore.
 LISETTA
 Signor imperatore, io vi scongiuro
 invece di due spose a farne tre,
 e di aggiungere in terzo ancora me.
 BUONAFEDE
 Come! Che dici?
 CECCO
                                  Zitto;
710accostatevi un po’, bella ragazza,
 e con me favellate.
 Or ditemi un pochino...
 (Lisetta, sarai mia).
 LISETTA
 (Mi par mille anni, credilo, Cecchino).
 BUONAFEDE
715(Io non vorrei che il nostro imperatore
 mi facesse l’onore
 di rapirmi Lisetta).
 CECCO
 Eclittico, sentite.
 Buonafede, ascoltate. Il primo eleggo
720di nostra corte gran cirimoniere;
 e voi della novella nostra sposa
 sarete gran bracciere. (Eclittico fa una gran riverenza, imitata comicamente da Buonafede)
 ECLITTICO
 Ringrazio la bontà
 di vostra maestà.
 BUONAFEDE
725Anche io faccio lo stesso.
 Ma la sposa dov’è?
 CECCO
                                     Sentite adesso.
 Lisetta, vezzosetta e graziosina,
 vi dichiaro lunatica regina.
 BUONAFEDE
 Ih!
 LISETTA
          Oh!
 CECCO
                    E ben, che dite?
730Ecco il trono per voi, se lo aggradite.
 LISETTA
 Il trono? Ohimè! Non so;
 sono fra il sì e il no.
 Ma questa è una gran sorte; vengo tosto.
 BUONAFEDE
 Dove, dove, Lisetta?
 LISETTA
735A ricever la grazia
 del nostro imperatore,
 giacché egli mi vuol far sì grande onore.
 BUONAFEDE
 Come! Non ti vergogni?
 Non hai timore della sua tristizia?
 LISETTA
740Eh, qui tutto si fa senza malizia.
 BUONAFEDE
 Lisetta, bada bene.
 LISETTA
                                      È innocentino,
 il nostro imperator, come un bambino.
 CECCO
 Che tardate? Oramai già stanco sono;
 non voglio più aspettar; al trono, al trono.
 LISETTA
 
745   Se lo comanda, sì, venirò.
 Signor padrone, cosa sarà?
 Imperatrice dunque sarò?
 Oh fosse almeno la verità!
 Sento nel core certo vapore
750che m’empie tutta di nobiltà.
 
 SCENA VII
 
 BUONAFEDE, ECLITTICO e CECCO
 
 BUONAFEDE
 Signor...
 CECCO
                   Lo so che siete innamorato
 in quei begli occhi suoi
 ma questa volta la vogliam per noi.
 D’Eclittico sia cura
755la pompa preparar di nostre nozze;
 e sia maravigliosa
 per fare onore alla sovrana sposa.
 ECLITTICO
 Sarà compito il tutto. (Parte)
 CECCO
 Che dite?
 BUONAFEDE
                     Dico che nel nostro mondo
760una disparità così ineguale
 certo non si daria.
 (E pur sento un tantin di gelosia).
 CECCO
 E per questo tra voi si dà in pazzia.
 
    Un avaro suda e pena
765e poi crepa e se ne va.
 Un superbo senza cena
 vuol rispetto e pan non ha.
 Un geloso è tormentato,
 un corrente è criticato,
770quasi tutti al vostro mondo
 siete pazzi in verità.
 
    Chi sospira per amore,
 chi delira per furore,
 chi sta bene e vuol star male,
775chi ha gran fumo e poco sale;
 a roverscio tutto va;
 siete pazzi in verità.
 
 SCENA VIII
 
 BUONAFEDE ed ECLITTICO dietro alla scena che gli fa ecco
 
 BUONAFEDE
 Capperi! Di tutto egli sta informato.
 Io resto stupefatto.
780Questo è un mondo assai bello, assai ben fatto.
 Me lo voglio goder. Vo’ andar girando
 per questa ch’esser credo
 la principal città.
 Non so se abbia d’andar di là o di qua.
 ECLITTICO
785Di qua, di qua.
 BUONAFEDE
                               È questa qualche bella
 che franca a sé m’appella
 e si smania a chiamar di qua, di là.
 ECLITTICO
 Di là, di là.
 BUONAFEDE
                       Vedo che in questo mondo
 son le donne cortesi, cortesissime;
790non son come le nostre
 che aman per interesse; e a caro prezzo
 vendon un riso, un vezzo.
 Oh, se tornassi adesso al nostro mondo,
 non sarei così tondo
795di correr dietro a certe donne avare
 che sogliono pigliare;
 alle lusinghe più non crederei
 e a ciascuna di lor così direi.
 
    Donne belle che pigliate,
800io giammai vi crederò.
 Via piangete, via pregate,
 io di voi mi riderò.
 
    «Io vi voglio tanto bene...»
 Maledette, non vi credo;
805«Per voi, caro, vivo in pene...»
 Maledette, vi conosco.
 «Ah, che moro, mio tesoro...
 Quanto affetto, mio diletto...»
 Galeotte, disgraziate,
810non mi state a corbellar.
 
 SCENA IX
 
 ERNESTO e FLAMINIA
 
 ERNESTO
 È bella l’invenzion.
 FLAMINIA
                                      Bravo l’autore.
 Tutte le sa trovare il dio d’amore
 ma temo che la speme alfin c’inganni.
 ERNESTO
 Fra poco finiranno i nostri affanni.
815Dove bisogna andare,
 quel che dovete fare già sapete.
 Il tutto è ben disposto; non temete.
 Separiamci un momento.
 FLAMINIA
 Il mio povero cor non è contento!
820Mi divido da voi; ma il pianto appena
 io posso trattener.
 ERNESTO
                                    Ah, se m’amate,
 non v’affligete, o cara.
 FLAMINIA
 Addio, mio ben. Ah, divisione amara!
 
    Quel volto amabile
825per un momento
 io deggio perdere,
 deggio lasciar.
 
 ERNESTO
 
    Deh non accrescere
 il mio tormento,
830cara, non piangere,
 non sospirar.
 
 FLAMINIA
 
    Di me ricordati.
 
 ERNESTO
 
 Che pena, oh dio!
 Cor mio, consolati.
 
 FLAMINIA
 
835Mia vita, addio.
 
 A DUE
 
    Mancar mi sento,
 cresce il tormento;
 ah, che le lacrime
 non so frenar!
 
 SCENA X
 
 Gran cortile adornato per la coronazione di Lisetta.
 
 Carro trionfale, sopra del quale sono CECCO vestito da imperatore e LISETTA da imperatrice. ERNESTO a’ piedi del carro. ECLITTICO e BUONAFEDE vestiti alla lunare dalle parti laterali di detto carro. Dopo FLAMINIA e CLARICE si vedono scendere da una nuvola. Sinfonia. Seguito di gente lunare.
 
 BUONAFEDE
840Eccelso imperator, la fortunata
 sola Lisetta è stata.
 Le povere mie figlie
 ancor non hanno avuto la fortuna
 di venire nel mondo della luna.
 CECCO
845Un araldo lunar ha già recato
 che sono per viaggio. Eccole. Allegri,
 mirate, o Buonafede,
 che la coppia gentil venir si vede. (Buonafede va ad incontrare le figlie)
 BUONAFEDE
 Figlie mie, care figlie,
850siate le benvenute.
 Inchinatevi tosto
 al nostro imperatore;
 grazie rendete a lui di tanto onore.
 FLAMINIA
 Ma colei è Lisetta.
 BUONAFEDE
855Che volete che io dica?
 Colei è la felice
 del mondo della luna imperatrice.
 CLARICE
 Vi saluto, monarca.
 FLAMINIA
 Monarca, a voi m’inchino.
 CECCO
860Manco male che voi
 vi siete ricordate almen di noi.
 Olà, Espero, udite;
 questa bella servite.
 Conducetela tosto alle sue stanze
865e insegnatele voi le nostre usanze.
 ERNESTO
 Ubbidito sarete. (Ernesto e Flaminia partono)
 CECCO
 Eclittico, che siete
 del mio trono lunar cirimoniere,
 con Clarice gentil fate il bracciere.
 ECLITTICO
870Prontamente ubbidisco. (Eclittico e Clarice partono; ed Eclittico ritorna)
 LISETTA
 Ed io son stata qui
 con poca conclusione
 come una imperatrice di cartone.
 CECCO
 Mia bella, eccomi a voi;
875vi voglio incoronare
 e nello stesso tempo ancor sposare.
 LISETTA
 Ringrazierò la vostra cortesia.
 BUONAFEDE
 (Rode di nuovo il cuor la gelosia). (Due servi portano sopra un baccile lo scettro e la corona; e mentre la orchestra suona il ritornello del quartetto, Cecco fa la incoronazione di Lisetta e dopo scendono dal carro)
 CECCO
 Olà, andiamo tosto
880a spassarci, a godere;
 e con volti di gioia
 si senta risuonar voce giuliva;
 viva l’imperatrice.
 TUTTI
                                     E viva e viva.
 CECCO
 
    Mia principessa,
885mia monarchessa,
 tutto vi dono lo scettro e il cor.
 
 LISETTA
 
 Grazie vi rendo del vostro favor.
 
 ECLITTICO
 
    Di cuor mi consolo
 con vostra maestà.
 
 LISETTA
 
890   Vi sono obligata
 di tanta bontà.
 
 BUONAFEDE
 
    Anche io mi rallegro,
 signora maestà.
 
 LISETTA
 
    Vi sono obbligata
895di tanta bontà.
 
 ECLITTICO
 
    Deh, lasci che almeno... (Le vogliono baciare la mano)
 
 BUONAFEDE
 
 Mi dia permissione...
 
 LISETTA
 
 Prendete, tenete, (Dà la mano a baciare)
 son tutta bontà.
 
 TUTTI
 
900   E viva mille anni
 la vostra maestà.
 
 CECCO
 
    Cara, v’abbraccio.
 
 LISETTA
 
 Senza malizia. (Abbraccia Cecco)
 
 BUONAFEDE
 
 Ed a me niente?
 
 LISETTA
 
905Senza malizia. (Abbraccia Buonafede)
 
 ECLITTICO
 
 Sono innocente.
 
 LISETTA
 
 Senza malizia. (Abbraccia Eclittico)
 
 TUTTI
 
 O che bel mondo!
 Bella innocenza!
910Viver giocondo!
 Caro piacer!
 
 CECCO
 
    Sposa diletta.
 
 LISETTA
 
 Caro mio sposo.
 
 ECLITTICO
 
 Oh benedetta!
 
 LISETTA
 
915Siete grazioso.
 
 BUONAFEDE
 
 Ed a me niente?
 
 LISETTA
 
 Sì, buona gente;
 tutta di tutti
 senza malizia
920sempre sarò.
 
 TUTTI
 
    Senza malizia,
 senza tristizia
 sempre amerò.
 
 LISETTA
 
    Bello è l’amare
925senza bramare
 quello che avere
 già non si può.
 
 TUTTI
 
    Senza malizia,
 senza tristizia
930sempre amerò.
 
 Fine dell’atto secondo