Metrica: interrogazione
92 tronchi in Il mondo della luna Venezia, Fenzo, 1750  (recitativo) 
e non sanno scoprir le falsità.
e lunatiche sono ancor quaggiù. (Buonafede esce dalla specula ridendo)
Eh prendetela, via, che io così vuo'.
che colla cameriera n'abbia tre.
Per cent'anni, padron, non parlo più.
                                                   Oibò.
vedrai quel che si pratica lassù
dalle donne da ben, come sei tu.
                             Oh cappari, chi è qui?
Amico, addio. Non ci vedrem mai più.
leggiermente alla luna io volerò.
che se n'avesse a mal sua maestà.
È un signor di buon cor, non parlerà.
grazia per esse ancor s'impetrerà.
che per farvi piacer qui venirà.
                         Già lo so
                                             Signorsì,
                                       Signorsì.
Dal primo ne provien la sazietà,
Non so s'abbia d'andar di là o di qua. (L’eco risponde da varie parti)
e mi sento a chiamar di qua e di là.
Io vado a ritrovar sua maestà. (Parte)
Quello che devi far t'insegnerò;
                                           Oh signor no.
                 Perché non so
                                                 Signorsì.
                                           Oh questo no.
Senza malizia già v'abbraccierò.
                                      Così sarà.
                          Pietà.
                                           Io non lo so.
Or perché dite voi scendono in giù?
La mia stella ancor io non troverò?
mentre ognuno di noi pensa per sé.
mi metterò in contegno e gravità.
                                  Fate così.
                                           E perché no?
Anzi con tutto il cor lo prenderò.
                                           Signorsì...
Meglio dunque con voi mi spiegherò.

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