Metrica: interrogazione
57 tronchi in Il negligente Venezia, Fenzo, 1749  (recitativo) 
da perdere, signor. Sentite...
                                                     Oibò.
Si spedisca. La nuova aspetterò.
                                    Ne manderò.
Bisogna compatir la servitù.
che un’ora gli si dia di libertà.
e che, quando bisogni, il cercherò.
               E poi che il testamento io l’ho,
Vanne e ritornerai poscia da me.
Se premesse al padron, v’andria da sé.
per caparra di quel ch’io vi darò.
è, come siete voi, gentil così,
m’addoprerei per lui la notte e il dì.
io voglio bene a te. Ma il punto sta
sapesse favellare a tu per tu
e sapesse frenar la servitù.
                                            Oh signor no.
                                            Gnorsì.
                                               Eccola qui.
Che ceremonia? Andate via di qua.
Eccomi, come va? (Con boccietta)
Se voi non mi credete, io morirò.
Se tu volessi un po’ di bene a me,
tutto questo mio cor saria per te.
Se ci vede il padron, cosa dirà.
                               Oh già si sa
trentamilla ducati e siamo in tre,
diecimilla de’ quai toccano a me!
                      Oibò.
                                   Ma come si farà.
                              È in colera con me?
Con Aurelia scherzai, credilo a me.
Giuro ch’io non amai altri che te.
                                         Signor no.
                                         Facciam così. (S’abbracciano)