Metrica: interrogazione
59 tronchi in Buovo d'Antona Venezia, Fenzo, 1759  (recitativo) 
Dove diavolo sia nessuno il sa.
Povero sfortunato, in verità
io mi sento per lui mossa a pietà.
Non lo posso tener. Che diavol c’è?
Ferma ti dico. Ah maledetto! Oimè. (Il cavallo cogli calzi butta a terra Capoccio)
Mi spiacerebbe assai; ma se potrò
dal pericolo suo lo salverò.
                                  Facciam così.
(Pure gli voglio usar questa pietà.
Sì, lo voglio salvare e poi chi sa?)
all’amor suo mercede... E ben, chi sa?
deve di qua passar. L’aspetterò. (Si odono di lontano i corni da caccia)
E di Buovo d’Antona io parlerò.
                                     Eccola. Ohimè!
Buovo di seguitar; badate a me.
e vogliamo passare alla città.
                                         Dove?
                                                        In città.
vo’ la nova recar, s’ei non la sa;
certo che un buon regalo ei mi darà.
ne avrà piacere e mi regalerà.
                                  Così e così!
che sopra il di lei mal consiglierà.
                     Probo.
                                           Vedrem, se così è.
Favoritemi il polso. (Tasta il polso a Drusiana)
                                      Il polso a me. (Prende a sentire l’altro polso)
(Quel che bramo sapere anch’io saprò). (Da sé)
tutto il male provien da infedeltà.
che non so se spiacer vi recherà.
Eccovi il testimon che lo dirà. (Accenando Capoccio)
L’invenzione ha giovato in verità. (Da sé)
(Se lo crede vedrem cosa farà). (Da sé)
pratico sono in questo e lo farò.
Tutto quel che volete adempirò.
                                        Quando vuoi tu. (Parte)
Presto per carità, non tardar più. (Parte)
se ho fatto quel che ho fatto. In verità,
                                       In verità
temo vi sia qualche difficoltà.
quel che di tutti due far si dovrà.