Metrica: interrogazione
104 tronchi in Le nozze Bologna, Sassi, 1755  (recitativo) 
                                   Udite me.
Quest’è la mia ragion...
                                            Ragion non c’è.
                                    Certo, signora sì.
(Per quel ch’io vedo, è meglio dir così).
                                         Io lo farò.
Ma un’altra cosa c’è,
che Dorina davver piace anche a me.
Come si potrà far? Ci penserò.
Potrei dir per esempio... Oh questo no.
E se poi... E se lei... Eh signorsì.
Già la padrona, non so dir perché,
non mi vuol più con sé.
                                        Eh signorsì.
                                       Così e così.
                                      Si vedrà.
                                   Per sua bontà.
la padrona l’ha detto e lo farà
e anche il marito suo rivolterà.
sopra Dorina che dicesti tu,
da te forse potria sperar di più.
Non vorrei, non vorrei... Livietta è qui.
                                            Non lo so.
Siate libero e poi risponderò.
che colui che mi giura amore e fé
sia, come si suol dir, tutto per me.
L’occhio non m’ingannò.
Son Dorina, egli è ver, ma bella no.
v’accresce adesso una beltà di più.
                                       Signorsì.
Se un partito miglior vi proporrò,
                                 E perché no?
impegnato mi crede ogniun per sé;
ma io voglio operar solo per me.
Basta... Non so che dir...
Da marito ancor io sono in età.
Dorina non ha niente più di me;
se si marita lei, io no? Perché?
vuo’ che mi fate poi la sigurtà
che sarà tutto mio con fedeltà.
m’impegno di tacer quello che so
e se bisogna ancor v’aiuterò.
Onde ancora fra noi farem così.
                                     Vostra bontà.
Via, s’accostino un poco.
                                              Oh questo no;
Neanche il vostro Mingone in verità.
La festa non si fa senza di me.
L’ho detto, lo ridico e lo dirò
ti vuo’ ammazzar). (Piano a Titta)
Non temete, signor, non parlo più.
per terminare ogni dificoltà,
che tutti due fugissimo di qua.
Pazienza; l’averem, se si potrà;
                    Andiamo pure.
                                                  Chi va là? (Bravando colla spada)
Dove saranno andati? (A Mingone)
                                           (Eccoli qui). (A Titta)
(Non mi fugite, affé). (Trattenendola)
Non mi spaventa quanta gente c’è.
                              Così sarà.
Che si mariti pur; che importa a me.
Lo faccia, se Mingon quello non è.
Ma non ci fate più penar così.
Non vi dico per or né sì né no.
Non vi rissolvo ancor; ci penserò.
                                          E come fu?
Oggi i mariti non comandan più.
per farsi rispettar: «Voglio così»;
guai al marito che non dice sì.
Evviva, evviva, son contento affé.
Eh voi dite così perché, perché...
le nozze e con Dorina... Eccola, affé.
                                              Signor no.
Compassion non vi fu né vi sarà.
Non occorre sperar più fedeltà.
un po’ di caritade ancor per me.
                                          Così è.
Se Livietta m’accetta, io suo sarò.
Ho un natural che non sa dir di no.