Metrica: interrogazione
94 tronchi in L'amante cabala Venezia, Valvasense, 1736  (recitativo) 
sia malignazo pur la suggizion.
Za che più no ghe xe (Torna alla finestra)
la parlerà con ella e se la vuol
s'aggiustaremo presto tra de nu;
i vuol esser trattadi a tu per tu.
co ste doppie de Spagna che xe qua.
no l'ha fatto sta grand'eredità;
come donca tant'oro hall'acquistà?
                                     Mi nol so
e po anca se 'l so, nol voi saver.
ogni otto dì la scambia el servitor.
Lassemo andar custia, tendemo a nu.
                                         El barcariol
cara siora Cattina halla acquistà
no me voggio fidar. Voggio saver
Voi veder che negozio che gh'avé.
a veder la bottega e el capital.
(Il geloso amor mio tacer non può).
anca se 'l xe fedel). Vu sé paron
che tende zorno e notte al so mistier;
che consuma in le donne el capital;
che a zonta a quel ch'avé no staré mal.
                      Con chi?
                                         Con una tal
un bel segno d'affetto). Orsù sentì,
vu avé provà el mio amor; l'avé trovà
costante e pentual; voggio anca mi
agiutarme in sto ponto vu podé.
                                     Lasseme star.
                                    Tireve in là.
Tutto te voggio dar quel che ti vol.
                                      Quella ch'è là
xe la vedua che sta vicina a vu.
(Anema mia, debotto son da vu). (Piano a Cattina)
questo per tal discorso). (Piano)
                                              Oe, vegnì qua,
La xe per maridarse, onde la vuol
                                       Caro Tonin,
sì ben, l'è giusto ella, voggio andar...
e ch'el viso no gh'ho tutto impiastrà,
un strazzo de mario m'ho za trovà.
dama co la xe ella (trui, va' là).
no gh'è del capital? Non hoi trovà
«A Cattina, mio ben, ho donà il cuor»;
che ho paura ch'el sia... (Ma velo là
non la cedo ad alcuno in fedeltà.

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