Metrica: interrogazione
122 tronchi in Vittorina London, Cadell, 1777  (pezzi chiusi) 
niun lo sa, niun lo saprà.
Tenete il fucil. (Dà loro il fucile)
Visetto gentil! (L’accarezza)
non s’inquieti in carità.
verrà certo o non verrà. (Parte)
né voglio acconsentir. (Parte)
smaniare e delirar. (Parte)
se l’insulto a me si fa». (Parte)
premia bellezza e onor. (Parte)
l’onor, la vita difenderà.
tutto si vince, tutto si fa.
colla sua spada risponderà. (Parte)
può rinascere l’amor. (Parte)
che il cuor mio sperar non sa.
la marchesa in cuor vi sta.
S’ha da fare e si farà.
   (Ma Vittorina è qua!
d’un geloso al rio furor).
di goder del vostro amor).
se accettar degg’io l’onor.
qual per voi pensa il mio cor!
s’intrometta in mio favor.
(Mi tormenta anche il fattor).
pien di stima e pien di fé;
ma quel cor non è per me).
gioco è in lui la crudeltà.
colpa è sol di cecità. (Parte)
un giorno il mio rigor! (Parte)
né più pensate a me. (Parte)
e mia figlia non vedo venir.
l’aspettare non posso soffrir. (Strepito di cacciatori)
s’ha da bere e da mangiar. (I cacciatori seggono per terra e mangiano e bevono. Il barone siede sopra il tronco d’un albero)
non lo voglio molestar. (Siede)
non son nata in schiavitù.
vuol ch’io vada? Vi anderò.
se il volete, io partirò. (Va verso la collina)
pagarmela dovrà. (Vuol partire)
vi potete assicurar. (Salisce la collina)
Abbia il ciel di noi pietà!
   Salva, salva. (Fugge co’ suoi paesani)
                            Ben gli sta.
M’empiono il sen d’orror.
provare il mio rigor. (Parte)
che ve l’insegnerà. (Parte)
voi vedrete che donna sarà.
È un tesoro che pari non ha. (Parte)
la mia fiamma per cederla a te.
ma... quel core non era per me.
   La passione m’attira per là.
La natura mi spinge di qua.
Mi par dura ma ingiusta non è. (Parte)
vuol che soffra un fido cor.
Altri impegni ha il vostro amor.
sull’altar del dio d’amor.
non sarà ognor». (Partono)