Metrica: interrogazione
181 tronchi in La notte critica Venezia, Fenzo, 1766  (pezzi chiusi) 
l’amor mio ti vuo’ cantar.
che s’asconde in mezzo ai fior
mi sento il cor a mancar. (Cecilia s’accosta a Marinetta)
   (Quando il vecchio se n’andrà
non temette, sì verrà). (Piano a Cecilia)
non vuo’ stare ad invecchiar.
che mi tocca a sopportar. (Parte per il fondo della scena)
                             Eh, eh ehm.
                     Siete qui?
                         Eh, eh ehm.
                     Sì, son io.
                           Eccomi qui.
che non possino scappar. (Gli uomini circondano Fabrizio e Carlotto)
E da voi cosa si fa? (A Marinetta)
Non so niente in verità. (Vuol partire)
finché il ver non si saprà. (La trova)
Non so niente in verità. (Gli getta la candela di mano)
saprò tutto sopportar. (Entra in camera e Marinetta lo chiude)
Scrivete a che far. (A Fabrizio)
mi mandi via di qua. (Entra in camera accompagnato dagli uomini, uno de’ quali lo chiude a chiave)
son vicino ad impazzar. (Parte portando via il lume)
che vienmi a regalar. (Cercano e s’avvicinano)
ma non vorrei fallar. (Si trovano)
Ti voglio attrappar. (Si allontanano, mettono i piatti in terra e le forchette e spiegano le salviete)
conviene vigilar. (Va a caso tra i due. Carlotto e Fabrizio cercandosi tra essi trovano Pandolfo e lo fermano credendolo uno o l’altro)
Oh ciel, cosa sarà! (Marinetta con lume e detti)
Andate via di qua. (Piano alli due)
la porta s’aprirà. (Piano alli due)
   Piano pianino me n’andrò;
tornare in libertà. (Piano piano partono)
mi spiace in verità. (Ridendo parte e porta via il lume)
aiuto, chi è di là? (Escono Cecilia e Dorina con lumi)
qualcun la pagherà. (Esce Marinetta)
che disperar mi fa. (Alle tre donne)
d’acquistar il vostro cor». (Parte)
Parla, di’ la verità. (A Fabrizio)
                        Son qua io. (A Marinetta)
Io l’ho fatto per scherzar. (Commosso)
Ancor vuoi dubitar? (A Carlotto)