Metrica: interrogazione
199 tronchi in Filosofia ed amore Venezia, Fenzo, 1760  (pezzi chiusi) 
Resta con te il mio cor. (A Leonzio)
Caro non mi lasciar. (A Leonzio)
Non mi state a palesar. (Piano a Xanto)
che Leonzio vuol amar). (Piano a Menalippe)
collo schiavo amoreggiar). (Piano a Xanto)
(Non mi state a palesar). (Piano a Xanto, indi parte)
Non vi state a riscaldar. (A Menalippe)
l’un per cento non si dà. (Parte)
e mi piace a far l’amor. (Parte)
che di voi non so che far. (A Leonzio)
se di meglio non si dà. (A Cloridea)
Sguaiatello via di qua. (A Leonzio e parte)
merta fede, acquista onor. (Parte)
                           Per carità.
                       Via di qua.
Non mi vuo’ precipitar). (Da sé)
                                In quantità.
                               Si vedrà.
batte così e così. (Tastando il polso)
Tutto il suo mal sta qui. (Gli tocca la fronte)
Cieli, stelle, oh dei pietà! (Parte con Esopo)
Me ne voglio assicurar. (Entrano nella stanza)
                                Piangerò.
                            Adesso no.
                           Eccolo qui.
                           Via di qua.
                        Via di qua.
                            Dice a me?
                               Ma perché?
   Non si trovano al mondo oggidì
e ci sogliono far disperar. (Parte)
con sua licenza scoprir io vuo’.
C’intendiam. Dirò di sì. (Accenando Corina che sarà suo)
nel mio cor non arderà. (Fra loro due)
La mia sposa è questa qui. (A Corina, partono)
par ch’io senta un batticor). (Esopo di lontano incoragisce Xanto)
chi resistere potrà). (Ognun da sé)
se comanda il dio d’amor). (Verso Esopo)
d’una femmina il valor). (Da sé)
tu m’hai fatto giubilar. (Partono)