Metrica: interrogazione
194 tronchi in I bagni d'Abano Venezia, Fenzo, 1753  (pezzi chiusi) 
che la zuppa dal cuoco ci fa.
che il mio male avvanzando si va.
E diletto l’affetto mi dà.
anche il core pascendo s’andrà. (Tutti partono fuorché Pirotto e Marubbio)
   Son due brutte infermità
più non provate amor. (Parte)
   Che dolce cosa per me è l’amar.
Senza un’amante non posso star.
   Se fossero due, vorrei giubilar.
Se fossero tre, saprei tracheggiar.
la crudele a sospirar. (Parte)
de goûter les plaisir ici bas.
c’est savoir jouir de ses appas. (Parte)
il mio cuore ancor non sa. (Parte)
cosa, cosa mai sarà? (Si vede monsieur La Flour col libro in mano, facendo alcuni segni e tutto in un tempo la tavola si trasforma in una prospettiva di palazzino con varie porte da una delle quali esce subito Pirotto, trafigurato in Coviello)
una forza da leon. (Da un’altra porta esce Marubbio trasfigurato in un vecchio colla barba lunga)
Quel ch’io ero più non son.
Io timor di te non ho. (Da una porta esce Lisetta trasfigurata da napolitana alla spagnola)
Io timor di te non ho. (Da un’altra parte esce Rosina trasfigurata da vecchia veneziana)
quanti che sé. (Luciano esce da un’altra porta vestito da donna con maschera caricata)
la mia temerità. (Le fanno riverenza)
Evviva l’amore che fa giubilar.
mi contento di tremar. (Parte)
un timore che mai se n’andò. (Parte)
                         Fugirò.
                    Via di qua. (Le due donne fugono e vanno sulle scalinate una di qua e una di là. Pirotto e Marubio vogliono loro correr dietro e nell’atto che vogliono salir le scale due mostri impediscono il passo)
                 Cosa c’è?
mi voglio rinfrescar. (Saltano sulla fontana)
io mi vado a solazzar. (Si gettano nella fontana e non si vedono più)
Non li voglio seguitar. (Pirotto e Marubbio compariscono sulla ringhiera)
                 Siamo qui.
                     Sta’ lì. (A Luciano)
             Via di qua. (Mentre li due uomini insolentano le donne, queste spariscono)
Eccole qua. (Le donne escono da due cespugli latterali)
                        Eccole qua.
E voialtri state là. (A Pirotto e Marubbio, li due della ringhiera fondano nelle colonne e non si vedono più)
Signor no. State là. (Li due compariscono dalla fontana)
Di furore m’arde il sen. (Esce monsieur La Flour e li tocca tutti con una verga e parte)
Ah ah ah ah. (Si guardano ridendo)
cui resister non saprà. (Parte)
ma graziose nell’amar. (Parte)
Dove andato mai sarà? (Si trasforma il tavolino e comparisce il notaro)
   Eccolo qui... (Tremando sempre)
il core se ne sta. (Partono. Torna il tavolino a chiudersi come era prima)