Metrica: interrogazione
331 settenari (recitativo) in La conversazione Venezia, Fenzo, 1758 
Coi vili sono asiatico, (Fa il grave)
coi grandi sono italico. (Fa l’umile)
                            Restate.
Non è vero signore? (A don Filiberto)
orsù, parliamo schietto. (A tutti due)
                          Bas ist?
Il suo cor vi presenta. (A Berenice)
Berenice è contenta. (A Sandrino)
                  Dice di sì.
                    Che fol?
Anderò. Vi saluto. (In atto di partire)
                        Eccomi qui.
per l'hombre e per pichetto. (Ai servitori, quali portano i due tavolini col bisognevole per i due giochi e le sedie)
                    Così è.
                         Signore.
                           A tafola
Sia detto in confidenza, (Traballando)
Amica. (Con qualche agitazione)
                 Cos'è stato?
Vado imediatamente. (In atto di partire)
                       No certo.
                          Vi saluto. (Passegiando)
                       Che dite?
Ehi staffiere. (Viene un staffiere miserabile)
                           Sentiamo.
della mia nobiltà. (Parte lo staffiere)
Lacchè. (Ritorna) Di questa casa
di quel che più gli piace. (Siedono tutti)
ecco a voi mia signora. (A Lucrezia)
                Cosa farà?
dispor come volete. (A Filiberto)
                 Perché era meglio
                  Lasciamo andare

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